Comunicazione e innovazione in crescita: Blum supera i 2,3 milioni di euro di ricavi nel 2025

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Innovazione. Blum, società di consulenza con sede a Bolzano che si occupa di pubbliche relazioni e comunicazione d’impresa con una specializzazione nel mondo dell’innovazione, ha chiuso il 2025 con ricavi un per 2,36 milioni di euro, in crescita di oltre il 45% rispetto agli 1,58 milioni del 2024, e un netto miglioramento della marginalità, con Ebitda al 17%.

Il risultato consolida il percorso di sviluppo avviato negli ultimi anni dalla società benefit, oggi attiva in tutta Italia con quattro snodi operativi (Bolzano, Padova, Milano e Bari) e negli Stati Uniti con una società controllata con sede a Miami. La crescita è stata trainata in particolare dal rafforzamento del lavoro con imprese innovative – piccole, medie e grandi – università, enti di ricerca e piattaforme di sviluppo territoriale.

«Il 2025 è stato un anno di crescita importante, con un cambiamento di scala che ora vogliamo ulteriormente accrescere e consolidare», spiega Luca Barbieri, managing partner di Blum e founder assieme a Domenico Lanzilotta e Francesca Ponzecchi. «Negli ultimi anni abbiamo lavorato per costruire un modello di consulenza originale capace di stare vicino alle imprese e agli ecosistemi che producono innovazione, aiutandoli a rendere comprensibile e rilevante il proprio valore».

Nell’ultimo anno Blum ha rafforzato la propria presenza nel mercato delle pmi innovative e delle imprese tecnologiche, accompagnando aziende attive in settori ad alto contenuto di innovazione – tra cui realtà affermate a livello internazionale come Leitner e tutto il Gruppo HTI, Came, Grafica Veneta, Elemaster, Technital, Arsenalia e ACS Group – nella definizione del proprio posizionamento corporate e nelle attività di media relations.

Accanto al lavoro con le imprese, è cresciuto il segmento legato a università, istituti di ricerca ed enti e piattaforme per il trasferimento tecnologico o lo sviluppo territoriale. Tra questi i parchi scientifico-tecnologici Area Science Park e NOI Techpark, SMACT Competence Center, la Libera Università di Bolzano, dipartimenti dell’Università Aldo Moro di Bari e dell’Università di Padova, oltre a progetti di ricerca e iniziative che hanno coinvolto atenei come Politecnico di Bari, Università di Verona, Università Roma Tre, Università di Catania, il Consorzio Inest, il CNR. Blum ha poi ideato e realizzato per la Camera di Commercio di Padova e la Regione del Veneto la prima Talent Week del Nord Est, iniziativa capace di coinvolgere studenti di 8 atenei. Una expertise, quella sui talenti, che con il progetto GoodJob! Blum porta in diversi ambiti dell’economia italiana, dal Talent Village di Netcomm Forum a diversi eventi sul territorio nazionale.

Una direttrice che testimonia la centralità della comunicazione per favorire l’incontro tra conoscenza scientifica, talenti, industria, istituzioni e opinione pubblica.

«L’innovazione va riconosciuta, capita e valorizzata», aggiunge Luca Barbieri. «Questo vale per una pmi che deve affermarsi nel proprio settore, per un ente di ricerca che vuole trasferire conoscenza verso il sistema produttivo, o per un ecosistema territoriale che lavora per attrarre competenze, capitali e imprese. In tutti questi casi la comunicazione non è un elemento accessorio, ma parte dell’infrastruttura che consente all’innovazione di generare impatto: un’attività di supporto a 360 gradi che parte dalla formazione, sfocia nella consulenza e mostra tutto il suo potenziale nell’attività di media relations».

Anche l’attività negli Stati Uniti è cresciuta nel corso dell’ultimo anno. Nel 2025 Blum ha supportato imprese, startup, enti di ricerca e delegazioni italiane in diversi appuntamenti fieristici internazionali in diversi settori – dall’elettronica di consumo protagonista al CES di Las Vegas agli eventi più importanti per aerospazio e life science, come lo Space Symposium di Colorado Springs e la BIO di Boston – lavorando in particolare sulla comunicazione e sulle relazioni con i media a supporto dell’ecosistema italiano dell’innovazione.

La società conta su un team di oltre 25 persone, tra dipendenti e collaboratori, che lavorano quasi totalmente da remoto in tutta Italia. Un modello organizzativo diffuso che negli anni è stato affiancato da investimenti strutturali sul benessere aziendale, sulla flessibilità del lavoro e sulla parità di genere, formalizzati con la trasformazione in società benefit e con l’ottenimento della certificazione UNI/PdR 125:2022 per la parità di genere.

City Vision, cresce la community delle città intelligenti

All’attività di consulenza, che rappresenta il core business aziendale, Blum affianca la creazione di piattaforme capaci di connettere imprese, professionisti, ricercatori, innovatori e organizzazioni pubbliche e private. La principale è City Vision, progetto dedicato alla trasformazione intelligente dei territori che ha registrato negli ultimi anni una crescita significativa all’interno del bilancio della società, aumentando i ricavi di oltre il 100% dal 2023 al 2025.

Una crescita che riflette l’ampliamento della comunità – oggi composta da più di 7000 rappresentanti di amministrazioni pubbliche, aziende, pmi, startup, centri di ricerca e associazioni – e lo sviluppo del roadshow nazionale, che nel 2026 conta 11 tappe in tutta Italia. Una serie di eventi che portano il confronto sull’innovazione urbana da Nord a Sud, mettendo intorno allo stesso tavolo amministratori locali e imprese.

Già in archivio gli appuntamenti di Andria, Roma, Benevento e Piacenza, il percorso proseguirà nei prossimi mesi, toccando, tra le altre città, anche Firenze e Torino.

Come ogni anno la rassegna culminerà a Padova il 19 e 20 ottobre 2026 con la settima edizione degli Stati generali delle città intelligenti, summit annuale della community, quest’anno preceduto per la prima volta dalla City Vision Week, un programma di eventi diffusi in città sui temi della trasformazione urbana e territoriale.

Tra le novità del 2026 anche il City Vision People Lab, unit dedicata alla creazione di percorsi di facilitazione progettati insieme agli enti locali per coinvolgere cittadini, studenti, amministratori, imprese e stakeholder territoriali nella definizione condivisa di bisogni, priorità e proposte per la città intelligente, con un approccio ispirato al design thinking e all’innovazione umano-centrica.

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