Università e imprese, asse strategico per il futuro dell’Alto Adige
Economia. Rafforzare il rapporto tra università e sistema produttivo non è più soltanto un obiettivo condiviso, ma una leva concreta per la competitività del territorio. È questo il messaggio emerso dal confronto tra il Consiglio Generale di Confindustria Alto Adige e i vertici della Libera Università di Bolzano, che hanno rimesso al centro temi come formazione tecnica, ricerca applicata, attrazione di talenti e collaborazione con le imprese.
Per il presidente di Confindustria Alto Adige Alexander Rieper, il legame tra ateneo ed economia locale va rafforzato a partire da alcuni punti chiave già consolidati: «Le imprese hanno da sempre sostenuto convintamente l’Università. Il plurilinguismo, la formazione di qualità, l’innovazione, la ricerca e l’apertura internazionale sono valori che condividiamo». Rieper ha anche indicato come prioritario il rafforzamento dell’orientamento pratico dei percorsi di studio, in particolare di quelli tecnici, sottolineando che «l’avvio della nuova Facoltà di ingegneria è stato un traguardo importantissimo e ne auspichiamo un potenziamento».
Il tema, del resto, non riguarda soltanto la formazione, ma anche la capacità del territorio di costruire un ecosistema più attrattivo per chi decide di studiare e lavorare in Alto Adige. In questa direzione si inseriscono sia i modelli di partenariato didattico già attivi tra Unibz e aziende, sia strumenti come lo studio duale e le borse di studio collegate ai corsi di ambito tecnico, pensati per avvicinare fin da subito studenti e mondo del lavoro.
A sottolineare il valore strategico di questo collegamento è stato anche Harald Oberrauch del gruppo Durst Alupress, secondo cui il dialogo tra ateneo e imprese è decisivo «sia per garantire una formazione moderna sia per sostenere la competitività delle imprese». La direzione, ha osservato, è quella giusta: «In questi anni l’ateneo ha lavorato molto per orientarsi sempre di più verso le esigenze delle imprese: occorre proseguire su questa strada per consolidare il rapporto di fiducia tra unibz e le aziende del territorio».
Nel confronto è emerso poi un altro nodo centrale, quello dell’autonomia dell’università e della sua capacità di rafforzare le risorse esterne, in particolare private. Federico Giudiceandrea, past-president di Confindustria Alto Adige e primo imprenditore chiamato a presiedere Unibz, ha indicato come terreno decisivo di sviluppo la collaborazione con le imprese su ricerca applicata, progetti specifici, dottorati e corsi di formazione, richiamando anche il potenziale delle sinergie con i laboratori del NOI Techpark.
Sul fronte dei talenti, il rettore Alex Weissensteiner ha portato un dato che misura in modo diretto la capacità di inserimento occupazionale dell’ateneo: «Dopo massimo tre mesi i diplomati trovano lavoro». Secondo il rettore, l’80% dei laureati provenienti dall’Alto Adige rimane sul territorio dopo gli studi, mentre anche circa un terzo degli studenti arrivati da fuori provincia sceglie di restare a lavorare qui, un elemento che rafforza il ruolo dell’università nel trattenere competenze e generare brain gain.
Accanto a formazione e occupazione, resta però aperta la questione delle condizioni materiali che rendono davvero attrattivo il territorio, a partire dall’offerta di alloggi per studenti universitari. Imprese e università convergono così su una stessa agenda, riassunta nel passaggio finale del confronto: «Formazione di qualità, attrazione di talenti, ricerca e sviluppo, cambiamento demografico, intelligenza artificiale, sostenibilità: le sfide comuni sono numerose, ma se le affronteremo insieme siamo convinti di poter contribuire in maniera concreta allo sviluppo positivo dell’Alto Adige».
Nell’immagine in apertura, da sinistra il Direttore Generale della Libera Università di Bolzano, Günther Mathà, il Presidente di Confindustria Alto Adige, Alexander Rieper, il Presidente della Libera Università di Bolzano Federico Giudiceandrea, il Vice-Presidente di Confindustria Alto Adige con delega all’Università Klaus Mutschlechner, il Rettore della Libera Università di Bolzano, Alex Weissensteiner e il Direttore di Confindustria Alto Adige, Mirco Marchiodi (credits Ufficio Stampa Confindustria Alto Adige).