L’Alto Adige visto dai turisti: panorami mozzafiato, parcheggi carissimi e qualche allucinazione

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“Il feedback sull’Alto Adige (Südtirol) è generalmente molto positivo, focalizzandosi sull’eccellenza turistica, la bellezza naturale e l’organizzazione, pur evidenziando alcune sfide legate all’overtourism”. A domanda precisa, l’Intelligenza Artificiale risponde così, in maniera banale, ma precisa. In effetti, i feedback sui principali siti di recensione evidenziano come l’offerta turistica della provincia di Bolzano sia largamente apprezzata. Non mancano, però, le lamentele, soprattutto per i prezzi. Per comprendere meglio il contesto, abbiamo letto centinaia di commenti legati a quattro luoghi “iconici” dell’Alto Adige/Südtirol: Piazza Walther a Bolzano, Seceda, il Lago di Braies e Ortisei. Di seguito una brevissima, ma speriamo emblematica, selezione.

Piazza Walther (Bolzano)
Per i siti di recensione turistica, la piazza centrale di Bolzano è praticamente sinonimo di “mercatino di Natale”, ma non mancano i commenti positivi anche per le visite “fuori stagione”. Sono molti coloro che sottolineano il piacere di bersi un aperitivo seduti ai tavolini dei bar della piazza che circonda il monumento a Walther von der Vogelweide.
Nota dolente, che sarà una costante per tutti e quattro i luoghi analizzati, il costo dei parcheggi. Eccone un paio tra i tanti, probabilmente il più preciso: “Lasciando a parte la bellezza di Bolzano e la sua piazza centrale, per visitare la zona ho parcheggiato nei parcheggi sotterranei dalle ore 10,37 alle ore 12,28, per due ore, ho pagato la somma di euro 9,00 (nove euro) cifra sopra ogni ordine. Penso in nessun parcheggio dell’Unione Europea ho mai pagato il parcheggio tanto caro”. “Il parcheggio sottostante Piazza Walther è da evitare… .20.50€….dalle 10 alle 16”.
Da sottolineare anche i numerosi feedback contenenti la storia della piazza. L’animo da guida turistica alberga in molti di noi…

Ortisei
La cittadina della Val Gardena viene apprezzata soprattutto per l’ordine e la pulizia del centro storico, oltre, naturalmente, per la bellezza delle montagne che la circondano. Anche in questo caso, le lamentele riguardano soprattutto i parcheggi, ma non il costo: “Arriviamo a Ortisei dopo 1 ora e mezza di auto e l’unico parcheggio disponibile in centro era al completo; in ingresso non abbiamo trovato indicazioni sulla possibilità di parcheggiare (neanche l’ombra di vigili o volontari) lunghe code nelle vie verso il centro dove non è possibile parcheggiare. Sinceramente…”.
Ancora, “Dopo aver girato per quasi un’ora non siamo riusciti a lasciare l’auto. Tutti i posteggi a pagamento erano full! Abbiamo cambiato meta!”.
Qualcun altro, per fortuna un’eccezione, pare non apprezzare i turisti con usi e costumi diversi dai nostri. Questo il commento di un turista bolognese: “Però, però da ultima volta ho notato molti e ripeto molti gruppi di persone arabe. Nessuna discriminazione, per carità, però quando vedi gruppi di donne copletamente (sic!) coperte dal velo…qualche domanda te la fai”. Qualcuna ce la siamo fatti anche noi, su Bologna e soprattutto sulle sue scuole.
Molto più criptico un feedback riferito al traffico: “Solo una cosa negativa i semafori a Ortisei file interminabili mi meraviglio che nel 2025 NON HANNO RISOLTO IL PROBLEMA COME HANNO FATTO I PAESI VICINI !!!!!” Il riferimento non è chiarissimo nonostante l’abuso di maiuscole. Nei paesi vicini sono riusciti a evitare i semafori o le code? Peccato non saperne di più…
Chiudiamo con un paio di chicche: “Ortisei, bella anche se in salita” (turista pigro?) e “Da qui è possibile partire in bus verso altre località della zona” che suona un po’ come l’ormai notissima citazione “la cosa più bella di Milano è il treno per Roma”.

Il lago di Braies
Luogo instagrammabile per eccellenza, da alcuni visitatori viene apprezzato per essere esattamente come si pensava: “È proprio come quello che immagini dalle immagini su Internet”, mentre molti altri sottolineano l’eccessiva presenza di barche “ne ho contate 39!” e, soprattutto, di turisti in cerca unicamente della posa e dello scatto giusti.
Anche in questo caso, però, la principale nota dolente riguarda i parcheggi: “Sono andata a vedere il lago ghiacciato ho parcheggiato all’unico parcheggio esistente, ho preso il ticket per il pagamento della sosta.Velocemente ho fatto due foto e sono ritornata all’auto. Morale della favola, per una sosta di 20 minuti ho dovuto pagare ben 10 euro di parcheggio”.
Molti, o pochi per chi raggiunge il lago solo per scattare due foto?
Sullo stesso tema, qualcuno ha aggiunto la denuncia di una presunta discriminazione: “Io e mio marito siamo stati al lago di Braies, abbiamo lasciato l’auto al parcheggio 3, impossibile il pagamento elettronico, costo parcheggio 15€, indipendentemente dal periodo di sosta; al ritorno prima di salire in auto chiediamo al parcheggiatore possibilità WC, ok ci sono, ma per gli UOMINI sono gratis, per le donne a pagamento!”  Una discriminazione inaccettabile, ma perchè solo “uomini” è scritto in maiuscolo?

Seceda
Chiudiamo con un luogo che, suo malgrado, è diventato simbolo dell’overtourism a causa delle immagini circolate la scorsa estate sulle interminabili file in attesa della funivia. Una funivia su cui si, va detto, si concentrano le critiche di molti: “E’ diventata la più costosa della regione: € 52 a persona per un viaggio di andata e ritorno, più € 5 all’ora per il parcheggio”. “Totalmente turistico, e per i miei gusti troppo caro. Fatto pagare più di cento euro in due per la funivia. Da pagare altri 10 Euro per entrare in un sentiero escursionistico recintato”. Anche a Seceda, c’è chi non apprezza la compagnia: “Si incontrano pochi amanti della montagna e molta gente che pensa di essere al luna park”. La maggioranza, comunque, sottolinea la bellezza dei panorami. A titolo di esempio, selezioniamo il commento di una turista proveniente da una grande città del nord Italia. Non è difficile indovinare quale: “Consigliatissimo per gli amanti della natura, fotografi, famiglie e chiunque cerchi quel momento “wow” nelle Dolomiti”.

Non mancano, ovviamente, i commenti di chi non sembra in grado di comprendere quel che gli accade a fianco o che ingigantisce (o inventa?) singoli episodi pur di farsi compatire, per passare da vittima. In sintesi, come la maggioranza di quelli che commentano le pagine dei giornali sui principali social network.
“Qualche anno fa, in una nota gelateria di Bressanone. Riconoscendo il mio accento romano rivolto al commesso, una tizia comincia a dirmi ad alta voce che non si capiva quello che dicevo “essendo un terrone”. Non risposi e pensai: vabbe’, è la pazza del villaggio, ogni paese ne ha uno. Altra estate, San Vigilio di Marebbe. Esprimo ad alta voce il mio compiaciuto stupore per l’esistenza in una cittadina così piccola di una biblioteca così bella e un gruppo di ragazzi mi apostrofa del solito complimento: torna a casa tua, terrone”.
Ognuno può farsi una propria idea sulla veridicità di quanto contenuto di un post che ha ottenuto decine di risposte. Ne selezioniamo due.
“Cose che non capitano nei centri abitati più grandi, ma se vai nei Masi Chiusi, li non entri…”. Probabilmente qualcuno ha frainteso il concetto di “maso chiuso”, ma si può ammettere che è più facile entrare in quelli aperti…
Ma chiudiamo con un “episodio di discriminazione” decisamente anomalo: “Io parlo tedesco correntemente, ma non sono mai riuscita a instaurare un rapporto un po’ più amichevole con nessun altoatesino. Quando capiscono che io capisco, spesso si mettono a parlare in dialetto veloce per non farmi capire. Anch’io ho subito diversi episodi di discriminazione, anche ridicoli, perchè la mia famiglia ed io siamo tutti biondissimi con gli occhi azzurri”.
Ps: Come in ogni forum che si rispetti, gran parte dei commenti successivi si è concentrato su altro ed è infuriata una discussione sull’uso del francese in Val d’Aosta…

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