Oltre il 75% degli altoatesini dice sì alle rinnovabili tra fotovoltaico e idroelettrico
News. Oltre il 75% degli altoatesini e delle altoatesine si dice favorevole allo sviluppo delle energie rinnovabili in Alto Adige. Il dato emerge da un sondaggio rappresentativo condotto dall’istituto di ricerche di mercato IMAD di Innsbruck e presentato il 19 febbraio a Bolzano, nella sede di Confindustria Alto Adige.
Secondo i risultati, la popolazione vede il potenziale maggiore nel fotovoltaico e nell’energia idroelettrica. Le attese legate allo sviluppo delle rinnovabili riguardano prezzi dell’energia elettrica più convenienti, minore dipendenza dalle importazioni, maggiore valore aggiunto a livello locale e un contributo significativo alla tutela del clima.
Il sondaggio indica un atteggiamento più positivo tra i giovani tra i 16 e i 40 anni. Inoltre, una netta maggioranza auspica procedure di autorizzazione più rapide ed efficienti per i progetti futuri.
Il presidente di Confindustria Alto Adige Alexander Rieper ha collegato il tema al sistema economico locale: «Oggi l’energia è un fattore determinante per la competitività delle imprese, sia in termini di costi che di sicurezza dell’approvvigionamento. Le imprese italiane pagano prezzi energetici superiori di circa il 30% rispetto alla media europea e hanno costi di gran lunga più elevati rispetto, ad esempio, agli Stati Uniti o alla Cina». Rieper ha richiamato anche la cornice della transizione: «Se vogliamo realizzare la transizione energetica dobbiamo rispettare il principio della neutralità tecnologica ed essere consapevoli che questo percorso richiede ingenti investimenti».
Nel dibattito è emersa anche la questione dell’accumulo. Thomas Brandstätter, delegato all’energia nel Consiglio di Presidenza di Confindustria Alto Adige, ha sottolineato: «Immagazzinare e accumulare energia sarà fondamentale anche per il futuro dell’Alto Adige. Per questo motivo è necessario pensare a sistemi di stoccaggio su scala provinciale».
Per Confindustria, i risultati del sondaggio indicano un sostegno diffuso a un percorso coerente di transizione energetica. «Ora è necessario creare le condizioni di contesto affinché l’Alto Adige possa sfruttare al meglio l’opportunità di svilupparsi come luogo sostenibile in cui vivere, lavorare e fare impresa», hanno concluso Rieper e Brandstätter.
Nell’immagine in apertura, da sinistra a destra, Il direttore di Confindustria Alto Adige Mirco Marchiodi, Barbara Ravanelli, Alexander Rieper e Thomas Brandstätter (credits uff. stampa Confindustria Alto Adige).