L’Alto Adige e il turismo sostenibile: i numeri di un fallimento

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“Non si può pensare che meno turismo sia la soluzione a tutti i problemi. Lo studio mostra chiaramente che, secondo gli intervistati, il limite dello sviluppo turistico è vicino: solo il 7,4% dei partecipanti vorrebbe un’ulteriore crescita, mentre il 43,8% vorrebbe un turismo minore e il 43,3% vorrebbe un turismo uguale. La regolamentazione del numero di posti letto che stiamo cercando di ottenere va esattamente in questa direzione. Laddove vengono già offerti molti posti letto per gli ospiti, non dovrebbe mancare del tutto la possibilità di ulteriori offerte, ma il quadro di riferimento sarà chiaro”.
Queste le parole pronunciate il 19 giugno 2023 dall’allora assessore provinciale al turismo Arnold Schuler in occasione della presentazione dello studio “Qualità della vita e impatto del turismo” elaborato dal Centro di Competenza Turismo e Mobilità della Libera Università di Bolzano, in collaborazione con la Ripartizione Turismo.
Parole, evidentemente, gettate al vento, smentite dai numeri e dai fatti. Oggi, infatti, si discute di concedere una proroga alla legge provinciale “Bettenstopp” che doveva limitare i posti letto turistici in provincia di Bolzano, questo nonostante il numero di pernottamenti sia ulteriormente aumentato rispetto al 2023, passando da 34,3 milioni ai 38,2 registrati nel 2025.
Eppure, le conclusioni dello studio del 2023 erano sufficientemente chiare: “Il parere della popolazione secondo cui il settore turistico non dovrebbe crescere ulteriormente è molto chiaro. L’alta percentuale di coloro che vogliono addirittura meno turismo indica un notevole potenziale di conflitto per i futuri progetti di sviluppo turistico. L’approccio al numero massimo di posti letto da parte della Giunta Provinciale è quindi osservato con grande attenzione dalla popolazione per quanto riguarda un’attuazione coerente ed efficace. I progetti che, agli occhi della popolazione, contraddicono palesemente l’idea del numero massimo di posti letto devono quindi aspettarsi critiche e resistenze da parte dell’opinione pubblica. Pertanto, la politica locale, in particolare, ha la grande responsabilità di contrastare i desideri di un’ulteriore crescita quantitativa con una visione olistica e sostenibile. I progetti troveranno il sostegno della popolazione solo se la domanda di uno sviluppo equilibrato in tutte e tre le aree della sostenibilità avrà una risposta positiva”.
Lo studio sottolineava, infatti, come il turismo venisse valutato positivamente dal punto di vista economico, “mentre si individuano effetti negativi negli ambiti della natura, dell’ambiente, della mobilità, dell’alloggio e del costo della vita”.

Il traffico, il costo degli alloggi e l’impatto sui residenti 

Partiamo dall’impatto del traffico sull’ambiente. Sulla statale 49 della val Pusteria, particolarmente sotto pressione nei mesi ad alta affluenza turistica, veniva registrato un traffico medio giornaliero di 90.000 veicoli nel 2023, l’anno successivo si è passati a 94.000 (nel 2022 erano 88.000 – dati Astat). I dati complessivi del 2025 non sono ancora disponibili, ma val la pena ricordare che l’Alto Adige è una delle province (regioni) europee con la più alta densità di veicoli per abitante (la terza in assoluto, vedi sotto).


Passando a un altro aspetto della mobilità e dei suoi effetti sull’ambiente, risultano interessanti anche i numeri dell’aeroporto di Bolzano. Nel 2023 erano transitati dall’aeroporto di Bolzano 83.671 passeggeri, diventati 106.629 nel 2024 e 132.958 nel 2025 (dati Assaeroporti). Il dato più interessante non riguarda però la crescita dei passeggeri, ma la loro distribuzione. Nel 2025 sono stati registrati 132.958 passeggeri (in arrivo e partenza) e 16.645 “movimenti” (totale aerei in arrivo e partenza), quindi poco meno di 8 passeggeri per “movimento” (7,98). Per capirci ancora meglio, nel mese di dicembre 2025 (ultimo dato rilevato) sono passati dall’aeroporto di Bolzano 8.541 passeggeri per 1.241 movimenti (circa 7 passeggeri per movimento).
Nello stesso periodo l’aeroporto di Forlì ha fatto registrare un numero di passeggeri simile, 7248 ma suddivisi in 105 movimenti (quindi dieci volte meno di Bolzano, 69 passeggeri per movimento). Sempre a dicembre 2025, l’aeroporto di Genova ha registrato 1.056 movimenti (quindi pochi meno di Bolzano) ma 104.694 passeggeri (12 volte quelli di Bolzano, 99 passeggeri per movimento ). In sintesi a Bolzano, in proporzione, atterrano e decollano molti voli, ma pochi passeggeri (cfr qui).
Come valutare l’impatto ambientale di questi dati?

Per quel che riguarda gli alloggi e i suoi costi, un dato che lo studio del 2023 considerava “sensibile”, ecco due grafici, fonte Immobiliare.it, che non hanno bisogno di commenti.

 

In due anni, quindi, nonostante le premesse e le promesse, in Alto Adige sono aumentati i turisti, il traffico automobilistico, i voli (non frequentatissimi) e i costi degli alloggi. Ma a chiudere definitivamente il cerchio ci ha pensato il Touring club italiano, che ha pubblicato la classifica delle province italiane in base alla pressione turistica sui residenti. La provincia di Bolzano, manco a dirlo, stravince.

In conclusione, nonostante in Alto Adige siano disponibili oltre 250.000 posti letto turistici (ma nessuno decente per un trentenne gambiano) che nel 2025 hanno ospitato oltre 38 milioni di pernottamenti, qualcuno vorrebbe aumentarli ancora. L’’ex assessore Schuler, ora presidente del Consiglio provinciale, si è dichiarato fortemente contrario a rivedere lo stop a nuovi alberghi: “E’ in gioco la credibilità della politica” ha dichiarato a Rai Südtirol.
Chissà a chi si riferisce…

Massimiliano Boschi

Immagine di apertura: Bolzano: strappi (Foto Venti3)

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