Dal Colorado a Bressanone: il linguista Usa che ha imparato il tirolese per integrarsi e la tutela delle lingue minoritarie
Jay Kelton Hevelone, 27 anni, è originario del Colorado e risiede dal 2022 a Bressanone, in Alto Adige, dove è arrivato per frequentare il corso di laurea magistrale in Linguistica applicata alla Libera Università di Bolzano. L’interesse per la linguistica computazionale lo ha portato a sviluppare competenze in ambito informatico e a lavorare come sviluppatore IT. L’avventura altoatesina l’ha portato a imparare il tirolese da autodidatta.
«Già durante la laurea triennale all’Università del Colorado – racconta – avevo trascorso un periodo in Baviera, dove ho imparato il tedesco. Ho quindi scelto di trasferirmi in Alto-Adige, territorio di cui mi sono innamorato; qui posso vivere a contatto con la natura e spero di restare a lungo. Per integrarmi ancora di più ho studiato da autodidatta il tirolese, imparando a memoria i lemmi del dizionario popolare: ora poter camminare per strada o entrare nei negozi riuscendo a capire anche le conversazioni in dialetto è un motivo di soddisfazione, mi sento ancor più parte di questa terra».
L’esperienza di Jay ci parla non solo di integrazione ma anche dell’importanza di tutelare gli idiomi locali. Nell’arco alpino ci sono numerose minoranze linguistiche e non è semplice ricordarle tutte ma il progetto AlpiLinK, finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca e a cui ha partecipato anche l’ateneo di Bolzano, sta tentando di mapparne il più possibile per promuoverle e valorizzarle. Sono interessate dalla ricerca ben 18 varietà linguistiche: friulano, veneto, trentino, ladino, lombardo, piemontese, francoprovenzale, occitano, walser, cimbro, mòcheno, sappadino, saurano, timavese, tirolese, resiano, tedesco e sloveno della Val Canale.
Il progetto, volto alla tutela delle lingue minoritarie, coinvolge oltre 3300 parlanti in 1033 diversi Comuni, che hanno contribuito con migliaia di tracce audio – oltre 12.000 solo in Alto Adige – nella più grande audio-mappa digitale dedicata agli idiomi locali del Nord Italia. La mappa interattiva open propone i contributi registrati dai cittadini che hanno partecipato spontaneamente alla ricerca e gli audio raccolti dagli oltre 1100 studenti delle 36 scuole secondarie di secondo grado coinvolte nel progetto, con incontri preparatori nelle classi e attività sul campo con interviste ai parlanti del proprio territorio di riferimento.
Questa mappatura ha già contribuito ad altri progetti collaterali, come il lancio del primo dizionario online cimbro-italiano e italiano-cimbro dedicato alla varietà cimbra di Giazza, a Selva di Progno in Lessinia (Provincia di Verona). La pubblicazione, promossa dall’Università di Verona in collaborazione con l’Associazione Tzimbar, è stata supervisionata dai linguisti Stefan Rabanus e Alessandra Tomaselli, che hanno attinto anche ai dati raccolti nel contesto di AlpiLinK. Il progetto, lanciato un paio di anni fa, sta già rivelando i suoi primi importanti risultati ma la tutela delle lingue minoritarie non può fermarsi qui. Gli idiomi locali suscitano ancora curiosità e interesse e studiarli, mapparli, preservarli è importante non solo per chi li studia per professione ma anche per coloro che per passione decidono di farli propri, come Jay.