Museion: le mostre 2026 tra cultura urbana, grandi classici e respiro internazionale

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Bolzano. Non essere solo un luogo di esposizione dell’arte e della cultura contemporanee, ma liberare energie di innovazione sociale e posizionarsi come un motore culturale per l’Alto Adige: questa la visione che attraversa il programma di Museion, museo d’arte moderna e contemporanea di Bolzano, presentato in conferenza il 26 novembre scorso. Un programma che nel 2026 sarà sotto il segno di “Museiopolis”. Ispirandosi all’idea della polis come spazio di vita civica condivisa,  la campagna pubblica Museiopolis “aspira a mettere in relazione la collezione del museo con il territorio, rafforzando i legami con la comunità artistica locale ed espandendo la presenza delle sue opere oltre le mura del museo e nello spazio pubblico” ha spiegato il direttore Bart van der Heide.
Museiopolis partirà da Museion Passage, lo spazio al pianoterra di Museion accessibile liberamente, che allarga la sua vocazione inziale di piazza coperta ed in cui da febbraio 2026, il pubblico potrà incontrare e muoversi liberamente tra opere di grande formato in dialogo tra loro e con l’architettura stessa di Museion. Ad inaugurare il nuovo corso di Museion sarà lo sculture altoatesino di fama internazionale Eduard Habicher, che per l’occasione concepirà quattro opere monumentali e site-specific che instaurano un dialogo diretto con
l’architettura del museo (dal 20 febbraio 2020 a primavera 2027, a cura di Elena Bini e del gruppo Museion Passage).

L’artista Eduard Habicher e Elena Bini, Museion. Foto Venti3

Da luglio 2026 le opere di Habicher saranno affiancate da una selezione di sculture della collezione Museion, che dal 2027  viaggeranno poi attraverso il territori provinciale, attivando siti culturali e creando una rete dinamica che collega l’arte contemporanea ai paesaggi e alle comunità locali.
Il programma espositivo si muove poi tra figure dell’arte internazionale e riletture di grandi classici contemporaei, come la grande personale dedicata a Franco Vaccari (Modena, 1936), omaggio all’artista per i suoi novant’anni. La mostra, intitolata “Feedback. Gli ambienti di Franco Vaccari” ( 28.03. – 13.09.2026) si focalizza per la prima volta sugli ambienti immersivi dell’artista e quindi sulle sue opere participative, in cui le azioni spontanee del pubblico diventano la vera sostanza dell’opera. Verrà quindi messa in luce la natura pionieristica di questo aspetto del lavoro di Vaccari e del suo concettualismo “caldo, emozionale”, come ha spiegato Luca Panaro, storico dell’arte e co-curatore della mostra insieme a Frida Carazzato, curatrice scientifica di Museion.

Franco Vaccari, Esposizione in tempo reale N.1, Maschere (Exhibition in real time N. 1, Masks), 1969, typewritten text, 2 vintage photographs, mask, 35×103 cm overall (courtesy the artist and P420, Bologna).

Si intitola invece “Sweet Landscape” la prima mostra istituzionale in Italia dell’artista cinese Evelyn Taocheng Wang (Chengdu, 1981), visibile a Museion dal 25.04 al 08.11.2026. A Museion Wang creerà una scenografia speciale composta principalmente da nuove opere che mettono in relazione la sua pratica sfaccettata con la cultura ibrida altoatesina. Ispirandosi al mercato della frutta locale, ai paesaggi montani e agli affreschi medievali che raffigurano scene di vita quotidiana, festività e rappresentazioni della femminilità, l’artista attinge al linguaggio visivo di Bolzano in una serie di nuovi dipinti su tela e su seta, così come in capi d’abbigliamento provenienti dal suo stesso guardaroba. Il lavoro di Wang sarà inoltre presentato nella decima edizione della Biennale Gherdëina, Future Paradise Gardens.

Evelyn Taocheng Wang, photo: Sol Archer, © Evelyn Taocheng Wang

Dal 14 maggio al 16 giugno 2026 Museion presenta, nella sala ipogea, una nuova opera video dell’artista Som Supaparinya (n. Chiang Mai, 1973) vincitrice dell’Han Nefkens Foundation – Southeast Asian Video Art Production Grant 2024. Il grant sostiene video artisti provenienti dal Sud-est asiatico che desiderano ampliare la propria pratica a livello internazionale.

Chi ha apprezzato la mostra “Graffiti” di quest’anno a Museion non può perdersi, nell’autunno 2026,  la personale di RAMMELLZEE, realizzata in collaborazione con il Palais de Tokyo di Parigi e il CAPC Musée d’art contemporain de Bordeaux. Pioniere radicale della scena graffiti e hip-hop di New York, RAMMELLZEE adotta il suo nome d’arte nel 1979 e sviluppa un impegno di tutta una vita per la liberazione del linguaggio dai suoi stessi sistemi di controllo. Le sue collaborazioni con Jean-Michel Basquiat, la Rock Steady Crew e Jim Jarmusch, insieme alla sua personalità distintiva e performativa, lo posizionano come figura influente in un’ampia trasformazione culturale e artistica. La mostra offre uno sguardo immersivo sulla costruzione mitologica dell’artista e sulla sua duratura influenza sul linguaggio della cultura urbana (a cura di Hugo Vitrani e Cédric Fauq, dal 16.10.2026 al 28.03.2027).

Chiude la stagione 2026 a Museion una mostra che promette di essere una vera “chicca”, quella che rilegge in chiave contemporanea l’opera  di Luigi Zuccheri. Nato a Gemona del Friuli nel 1904 e morto a Venezia nel 1974, Zuccheri ha creato un’opera pittorica personalissima, in cui dietro la figurazione -paesaggi della natura veneta e delle campagne friulane, nature morte e scene di genere -si nasconde una natura intesa come ornamento ma come forza autonoma e incrollabile. “Attraverso tempere realizzate con processi sperimentali, quasi alchemici, Zuccheri sviluppa una grammatica silenziosa di resistenza contro la hybris umana. Con il tempo, le figure umane scompaiono dalle sue composizioni, dissolvendosi in una natura che segue le proprie leggi immutabili — incarnando la duratura fascinazione dell’artista per la tensione tra umanità e natura, memoria e oblio, transitorietà e permanenza” spiegano i curatori della mostra Emanuele Marcuccio e Daniele Milvio dello studio MMXX (dal 05.12.2026 a primavera 2027).

Continuano nel 2026 le iniziative di Museion Art Club, incubatore e spazio di risonanza per giovani creativi e creative dell’Alto Adige e Museion Art Club Young, una serie di attività ricreative per bambini, bambine, ragazzi e ragazze.

Cat.Lo.

Immagine in apertura: Rammellzee © Mari Horiuchi. Courtesy of Red Bull Arts New York and Rammellzee Estate 

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