Difensora civica Alto Adige, quasi mille casi trattati nel 2015
Aumentano i casi trattati dalla Difensora civica Alto Adige. Nel 2015 sono stati 980, +15% rispetto all’anno precedente. Anche il numero delle consulenze effettuate è aumentato: dalle 2.616 del 2014 si è passati alle 3.068 del 2015.La Difensora civica dell’Alto Adige, Gabriele Morandell, ha presentato oggi al Consiglio provinciale la Relazione sull’attività 2015. La presentazione é stata introdotta dalla segretaria questora Maria Hochgruber Kuenzer, che ha sottolineato come da 30 anni in provincia di Bolzano questa figura sia a fianco di cittadine e cittadini, aiutandoli nel confronto con l’amministrazione pubblica e nei momenti di difficoltà. La Difensora Morandell ha poi evidenziato la caratteristica principale dei difensori civici in tutto il mondo: l’indipendenza, che permette loro di portare avanti il loro compito in maniera libera e non condizionata.
“Con la relazione rivolta oggi al Consiglio provinciale”, così, ancora, Morandell, “sviluppo ulteriormente la trasparenza del mio lavoro: accanto ai dati statistici, infatti, informo sui diversi casi di reclamo trattati nel 2015 e, partendo da questi, propongo a consigliere e consiglieri anche qualche suggerimento e sollecitazione relativamente a sviluppi problematici nell’amministrazione, o nell’applicazione delle leggi”. Morandell ha poi suggerito di inserire anche nello Statuto d’Autonomia, in fase di revisione, un riferimento alla Difesa civica. Ha aggiunto che a volte si è trovata a confrontarsi davanti ad amministrazioni sorde al desiderio di chiarezza dei cittadini, e che alcuni casi sono stati di difficile gestione per via di leggi poco chiare, “ma so che il Consiglio si sta impegnando per una migliore leggibilità delle leggi”.
Fa riflettere il fatto che il 60% dei reclami siano stati presentati personalmente nell’ambito delle udienze nelle valli o a Bolzano: “Ritengo che questo numero sia una prova che nonostante tutti gli sviluppi e le possibilità tecnologiche, il colloquio diretto non ha certo fatto il suo tempo, tutt’altro!”, commenta Morandell. Se si considerano gli ambiti di competenza dei casi trattati, si rileva che quello relativo ai Comuni è il più consistente: i casi che hanno visto cittadini e cittadine contestare decisioni degli uffici comunali sono passati dal 34% del dal 2014 al 38%.
Nel periodo considerato nella relazione sono stati elaborati fino all’archiviazione 988 casi; un bilancio soddisfacente, secondo Morandell: “L’Ufficio della Difesa civica si è dimostrato un’importante sede di dialogo nel caso in cui cittadine e cittadini hanno problemi con l’amministrazione e le autorità. La Difensora civica aiuta a districarsi nella giungla amministrativa, offre informazioni, esamina in maniera indipendente il comportamento dell’amministrazione e lo spiega agli interessati”. Per il futuro, é intenzione della Difensora approfondire la sua attività nell’ambito della tutela dei diritti umani, della soluzione delle questioni sanitarie e della tutela dell’ambiente. Morandell ha concluso la sua presentazione con la frase del filosofo francese Luc de Clapiers: “Impossibile essere giusti se non si é umani”.
Di seguito, alcuni dei consiglieri presenti hanno posto qualche domanda sull’attività della Difesa civica: Sigmar Stocker (Die Freihietlichen) si è informato sulla collaborazione tra le diverse istituzioni di tutela e sul previsto sportello antidiscriminazione, Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) ha chiesto i motivi alla base dell’aumento dei reclami e sui motivi che vedono i Comuni al primo posto tra gli enti coinvolti, Oswald Schiefer (SVP) sull’edilizia abitativa e i Comuni, Brigitte Foppa (Gruppo Verde) sulla commissione medica che affronta i reclami, gli eventuali controlli sulla stessa e la scarsa chiarezza delle cartelle cliniche. Morandell ha riferito di incontri frequenti con le altre istituzioni insediate presso in Consiglio, ognuna delle quali vorrebbe restare indipendente: “Siamo comunque concordi che uno sportello antidiscriminazione non é necessario, in quanto molti campi sono coperti da noi: troppi sportelli possono confondere i cittadini”. L’aumento dei reclami deriva dal fatto che ci sono più problemi ma anche dalla maggiore notorietà dell’esistenza della Difesa civica; i Comuni sono ben 116 e hanno uno stretto contatto con i cittadini, “ma va detto che Comuni e sindaci sono ottimi partner, a eccezione del Comune di Bolzano con il quale la collaborazione è stata difficile”; la cartella clinica é un documento complicato: “anche la Difesa civica si avvale di una consulenza esterna, con l’Università di Verona, per riuscire a interpretarla. I pazienti hanno spesso solo bisogno di maggiori informazioni, e se le ricevono dai medici sono soddisfatti”. L’ass.Waltraud Deeg ha chiesto com’è il contatto con gli uffici provinciali e informazioni sul mancato rispetto del vincolo di edilizia abitativa agevolata: Morandell ha spiegato che molto dipende dal direttore d’ufficio ma in linea di principio la collaborazione è positiva; anche sulla legge abitativa agevolata i cittadini ricevono tutte le informazioni, ma forse non prendono abbastanza sul serio il vincolo.
La Difensora civica presenta la Relazione sull’attività al Consiglio provinciale in base a quanto previsto dall’art. 5 della legge provinciale n. 3 del 4 febbraio 2010. La relazione annuale sull’attività non si rivolge solo a consiglieri e consigliere: essa rappresenta infatti un prezioso strumento informativo per cittadine e cittadini dell’Alto Adige, che attraverso questa presentazione possono comprendere in pieno l’offerta della Difesa civica. Il documento è disponibile sulla pagina web http://www.difesacivica.bz.it.