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Lo studio sulla mosca invasiva che ha vinto il premio Euregio

Pubblicato il 21 agosto 2018 in Innovazione, Territorio

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Nell’ambito delle Giornate del Tirolo 2018, che hanno avuto luogo ad Alpbach tra il 17 ed il 19 agosto 2018, è stato conferito il settimo premio Euregio per i giovani ricercatori delle Camere di Commercio del Tirolo-Alto Adige-Trentino. L’edizione di quest’anno verteva sulla tematica “Euroregione Tirolo – Alto Adige – Trentino: i pericoli naturali e le sfide climatiche”. I ricercatori fino a 35 anni, impegnati in questa euroregione, potevano presentare i propri studi svolti in uno dei settori “Pericoli naturali e biodiversità”, “Pericoli naturali, governance e comunicazione” o “Pericoli naturali e misure/opere di protezione”. Dopo una valutazione effettuata in due fasi da parte di una giuria composta da sei persone qualificate, sei ricercatori sono stati invitati a presentare e a discutere con noti scienziati e scienziate e con politici impegnati i risultati della propria attività. Vincitore del premio Euregio per giovani ricercatori è risultato quest’anno Hannes Schuler, che collabora al gruppo di lavoro “Genomica funzionale e biologia molecolare” presso il Centro di Sperimentazione Laimburg e che si è dedicato ad un argomento rientrante nel settore “Pericoli naturali e biodiversità”.

La ricerca su insetti di specie invasive

Hannes Schuler

Hannes Schuler

L’argomento degli studi di Hannes Schuler nel Centro di Sperimentazione Laimburg è rappresentato dagli scopazzi del melo, ma per questa occasione, il ricercatore si è dedicato ad un altro argomento che lo coinvolge sin dal periodo del dottorato:  «Vorrei individuare le modalità con cui gli insetti di specie invasive, quali ad esempio la mosca americana del ciliegio (Rhagoletis cingulata) o la mosca del noce (Rhagoletis completa), si diffondono in Europa, quali siano gli effetti di questa “invasione” sulla mosca invasiva, sui suoi nemici naturali e sui suoi endosimbionti e come questi fattori si manifestino sulla dinamica di popolazione», così Schuler. La ricerca era già iniziata durante il periodo tracorso presso la Facoltà di Ingegneria agraria dell’Università di Vienna ed è stata poi proseguita in occasione del biennio presso l’Università di Notre Dame (USA). «Anche per l’Alto Adige questa tematica è molto importante», ha sottolineato Hannes Schuler. La mosca americana del ciliegio non ha ancora raggiunto l’Alto Adige, ma la presenza dei primi individui è stata segnalata in Piemonte. Una conoscenza più approfondita della biologia dell’insetto e dei suoi antagonisti batterici potrebbe contribuire ad elaborare in tempo utile una valida ed efficace strategia di difesa. La mosca del noce, invece, è già diffusamente presente in Alto Adige. «Molte persone si meravigliano del fatto che ultimamente si trovino ben poche noci sane sulle piante. Numerose sono invece le noci annerite nel cui interno si rinvengono larve di insetti, e nello specifico proprio della mosca del noce!», ha commentato Schuler.

 Un nuovo progetto per la mosca del ciliegio

Hannes Schuler proseguirà i suoi studi in questo interessante ambito. Solo di recente è stato approvato ed ammesso al finanziamento da parte del fondo austriaco per l’incentivazione alla ricerca scientifica FWF il suo progetto “Horizontaler Wolbachia-Transfer in Kirschfruchtfliegen”. L’iniziativa si basa sui risultati ottenuti negli USA, dove il ricercatore ha studiato con attenzione le popolazioni di mosca del ciliegio. Grazie ai presupposti conseguiti Schuler può ora concentrarsi sul processo di invasione in atto in Europa. «È importante sapere se l’insetto sia stato introdotto in una o più occasioni e quali endosimbionti convivano nel suo corpo. Da questi aspetti infatti dipendono le buone performances della popolazione europea dell‘insetto», precisa Schuler, soddisfatto del nuovo successo ottenuto in un ambito tanto appassionante e dell’importante riconoscimento conferitogli per l’accurata attività di ricerca svolta.

 

 

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