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Trasporti, Cna lancia l’allarme: «Strangolati dal dumping sociale»

Pubblicato il 5 dicembre 2017 in Imprese

cna  

Con la campagna #stopdumping la categoria dell’autotrasporto della Cna — Cna Fita —  lancia l’allarme: «Il Governo e la politica – afferma Piero Cavallaro, referente della Cna Fita in Trentino Alto Adige – blocchino il tentativo di apertura indiscriminata dei vettori esteri nel territorio nazionale che praticano forme di concorrenza sleale nei confronti degli autotrasportatori italiani».I dati allarmanti forniti da Cna Fita parlano chiaro: negli ultimi anni l’autotrasporto Italiano ha perso importanti quote di mercato per colpa di una concorrenza con la quale è impensabile poter competere. Le imprese sono scese da 70.573 nel 2009 a 54.622 nel 2015 (-22,6%). In Trentino Alto Adige le aziende di trasporto sono calate da 1.347 nel 2009 a 1.077 nel 2015 (-20%).

Colpite soprattutto le piccole e medie imprese

A farne le spese le sono state soprattutto le piccole e medie imprese artigiane dell’autotrasporto che dal 2009 sono diminuite di 25.587 unità (fonte Movimprese – elaborazione dati Cna Fita). Secondo i dati Eurostat la percentuale di cabotaggio in Italia è pari al 7%, ma la percezione della Cna Fita è di una sempre più marcata presenza di veicoli dell’Est Europa superiore al dato statistico europeo. «Le imprese di autotrasporto italiane, e quelle del Trentino Alto Adige attive in particolare sull’asse del Brennero, che fino al 2008 avevano un ruolo in Europa – prosegue Piero Cavallaro – in quasi dieci anni hanno visto perdere competitività e capacità di aggredire il mercato del trasporto internazionale, assistendo anno dopo anno ad una vera e propria invasione di operatori che stanno occupando importanti spazi nel mercato nazionale attraverso forme di cabotaggio non sempre regolare. In questi giorni si discutono a Bruxelles le sorti e il futuro delle imprese con le norme contenute nel pacchetto mobilità, è necessario che per la sopravvivenza delle imprese di un settore strategico come quello del trasporto e della logistica si adottino urgentemente misure in grado di arginare fenomeni distorsivi della concorrenza».

Rinnovato il contratto di lavoro della categoria

«Non intervenire – conclude Cavallaro – vuol dire spostare l’autotrasporto Italiano nelle mani di altri, non possiamo competere con chi in nome della libera circolazione delle merci esegue trasporti con un costo del lavoro di 8 € all’ora, contro i 28 € in Italia, con costi di gestione generalmente più bassi e una tassazione favorevole». Intanto dopo due anni di trattative e un rush finale di cinque giorni, Cna Fita e tutte le associazioni di settore insieme a Fit-Cgil, Fit-Cisl e UilTrasporti hanno sottoscritto il rinnovo del Ccnl logistica, trasporto merci e spedizione, scaduto orami due anni fa (il 31 dicembre 2015). Il nuovo testo contrattuale sarà in vigore per quattro anni e scadrà il 31 dicembre 2019. Al termine di un iter arduo è stata sottoscritta una intesa che sancisce le peculiarità dell’artigianato e delle imprese associate. Molti gli elementi innovativi: la nuova classificazione del personale, la settimana mobile e la discontinuità automatica per il personale viaggiante, misure di contrasto dell’assenteismo, la caduta del divieto di utilizzo del lavoro intermittente, il riconoscimento della bilateralità propria del sistema. Sono state inoltre introdotte misure per favorire l’occupazione e per contrastare il dumping sociale delle imprese estere. «Il nuovo Ccnl è un importante passo in avanti per il sistema della rappresentanza e costituisce uno strumento di grande utilità e di reale modernizzazione che potrà favorire l’auspicata ripresa del settore» sottolinea la Cna Fita.

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