Rilievi in 3D, con Cartorender l’Alto Adige ai vertici

Pubblicato il 24 Ottobre 2016 in Imprese, Innovazione

 

Analisi e prevenzione di frane e valanghe, rilievi ingegneristici e per la pianificazione nelle aree a rischio, il tutto servendosi delle riprese aeree: la start up altoatesina Cartorender, con sede nell’incubatore d’imprese di IDM, ha sviluppato un metodo di rilevazione innovativo. Attualmente la società ha concluso il rilievo fotogrammetrico per la “Variante Val di Riga”, uno dei progetti chiave della rete ferroviaria altoatesina.

Loris Trentin e Manuel Bortolameolli, i soci fondatori di Cartorender, hanno tutti i motivi per essere fieri della loro start up. Da quando, nel 2013, hanno conquistato il terzo posto al concorso di business planning STARTUP!, devono destreggiarsi tra molti incarichi: tra i loro clienti figurano non solo studi d’ingegneria e studi geologici ma anche la Provincia autonoma di Bolzano e i Comuni di Laives e Corvara. Negli ultimi anni per esempio Cartorender ha effettuato i rilievi della spettacolare caduta massi presso Termeno, e più di recente il rilievo in 3D del crollo di rocce avvenuto sulla Piccola Croda Rossa a Braies.

Il fattore determinante per un successo di queste dimensioni è il sistema di rilievo del terreno Terrain Image Modeling (T.I.M.), sviluppato in esclusiva da Cartorender. Si tratta di una metodologia di alta qualità, particolarmente innovativa poiché non richiede costose apparecchiature laser ma utilizza elicotteri e droni per scattare fotografie aeree e generare non solo ortofoto ma anche modelli 3D in scala fedeli alla realtà. Inoltre Cartorender è in grado di effettuare riprese tridimensionali in tutte le direzioni, mentre altre società riescono a osservare il territorio unicamente “a volo d’uccello” o da punti fissi terrestri.

Partendo dalle fotografie la start up altoatesina sviluppa modelli 3D dettagliati, più completi rispetto ai modelli tradizionali e “leggibili” facilmente anche da chi non è esperto in materia. “Con il Terrain Image Modeling e la sua possibilità d’essere integrato con tutti gli altri sistemi di rilevamento possiamo rilevare praticamente tutto quello che vediamo: dal fondo marino alle infrastrutture fino alle opere d’arte”, spiega Loris Trentin. Di recente il sistema ha cominciato a essere utilizzato anche per modellare le piste da sci e determinare lo spessore del manto nevoso, oltre ad essere di supporto per la prevenzione di frane e smottamenti.

Il rilievo in 3D della Variante Val di Riga

“Il nostro metodo ci permette di rilevare grandi superfici in tempi molto ridotti e dunque anche di abbattere notevolmente i costi,” afferma l’ing. Stefano Mora, direttore tecnico di Cartorender. Così è avvenuto anche per il rilievo fotogrammetrico appena concluso della Variante Val di Riga, attualmente uno dei progetti chiave della rete ferroviaria altoatesina. Su incarico di Strutture Trasporto Alto Adige (STA), complessivamente Cartorender ha rilevato una superficie di 420 ettari ricavandone un modello 3D sul quale è possibile leggere tra l’altro in quali punti è possibile effettuare gli scavi. La precisione del metodo di Cartorender è notevole: da una verifica del loro lavoro condotta su 280 punti di rilevamento è risultato che il 95% di questi si discostano di meno di dieci centimetri dai dati reali, e il 70% addirittura di meno di cinque centimetri. La progettazione della bretella ferroviaria Val di Riga, attualmente in fase di avvio, consentirà in futuro il collegamento diretto tra la Val Pusteria e Bressanone senza dover allungare il percorso passando da Fortezza. In questo modo STA prevede di riuscire ad allacciare la Val Pusteria al resto della rete ferroviaria altoatesina senza soste o scambi e riducendo il tempo di percorrenza sulla tratta Bolzano-Brunico.

Cartorender ha sede nell’incubatore d’imprese di IDM a Bolzano, che è stato concepito come business accelerator per le start up innovative e offre una serie di servizi quali coaching, consulenza finanziaria, spazi per uffici e laboratori oltre che supporto nello sviluppo dei prototipi. In 17 anni di vita l’incubatore d’imprese di IDM ha assistito più di 120 start up altoatesine nel loro percorso di crescita sulla strada dell’innovazione.

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