Migliora la qualità dell’aria in Alto Adige

Pubblicato il 2 Marzo 2020 in Territorio

 

L’assessore provinciale all’ambiente Giuliano Vettorato e il direttore del Laboratorio analisi aria e radioprotezione dell’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima, Luca Verdi, hanno presentato oggi, 2 marzo, un primo bilancio dei dati della qualità dell’aria registrati durante l’anno appena conclusosi. I dati provengono dalle stazioni fisse e dai campionatori facenti parte della rete di misurazione gestita dal Laboratorio analisi aria e radioprotezione. Nel 2019, in provincia di Bolzano la situazione della qualità dell’aria è sostanzialmente buona ad eccezione dell’NO2 che però fa registrare un lieve miglioramento rispetto all’anno precedente. Permangono i problemi con il valore obiettivo del Benzo[a]pirene, valore particolarmente alto nelle località di fondo valle in cui vi è un diffuso utilizzo di piccoli impianti a legna alimentati manualmente. “Il leggero miglioramento dei dati del 2019 non deve farci abbassare la guardia – sottolinea Vettorato – abbiamo ancora diffusi e evidenti superamenti per il biossido di azoto. Le condizioni meteo sono state favorevoli, ma dobbiamo continuare a perseguire politiche virtuose e all’insegna della mobilità sostenibile. Questo è un impegno sia per la Provincia che per i Comuni”.

Polveri fini (PM10 e PM2,5) e Benzo[a]pirene

In Provincia di Bolzano, i valori limite del PM10 vengono rispettati già dal 2007 (13 anni) e i valori delle medie annuali registrate da due anni a questa parte sono anche conformi ai valori consigliati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Per quanto riguarda il PM2,5, le medie annuali sono decisamente inferiori al valore limite, ma non ancora conformi ai valori consigliati dall’OMS. Tuttavia, in molte realtà si registra un valore medio annuo del B[a]P (benzoapirene, un inquinante cancerogeno) al di sopra del valore obiettivo fissato dalla normativa europea e nazionale. Questo valore è particolarmente alto nelle località di fondo valle in cui vi è un diffuso utilizzo di piccoli impianti a legna alimentati manualmente.

Biossido di azoto (NO2), lieve miglioramento nel 2019

Nella nostra Provincia registriamo ormai da molti anni un costante superamento dei 40 microgrammi/m3 che costituiscono il valore limite annuali dell’NO2. “Abbiamo registrato superamenti vicino all’autostrada A22 e presso le strade più trafficate dei maggiori centri urbani come Bolzano, Merano, Bressanone e Laives, dove, in aggiunta al traffico, si verifica il cosiddetto effetto canyon – spiega Luca Verdi, direttore del Laboratorio Analisi aria e radioprotezione – una particolare configurazione degli edifici lungo alcune strade cittadine, come ad esempio via Roma a Bolzano, che tende a far sì che gli inquinanti si concentrino negli strati più bassi dell’atmosfera ostacolando il ricambio dell’aria”. Negli ultimi anni si è potuto però registrare un progressivo calo delle concentrazioni di NO2 che nel 2018 e 2019 si è fatto più evidente anche grazie a degli inverni particolarmente caldi e ventosi.

Impegno per la qualità dell’aria

Per l’assessore provinciale Giuliano Vettorato sono soprattutto necessarie misure in favore della mobilità sostenibile (bus, bici, e-mobility) quali chiave per migliorare la qualità dell’aria. Il rinnovo del parco macchine dei mezzi di trasporto pubblico è altrettanto importante nonché l’ampliamento della flotta di mezzi a idrogeno.

Da parte sua la Provincia in collaborazione con l’Agenzia per l’ambiente e la tutela del clima, quali misure accompagnatorie, hanno avviato una serie di campagne, “perché da una corretta informazione – sottolinea Vettorato – possiamo davvero limitare le emissioni inquinanti”. Tra gli esempi concreti c’è la campagna Riscaldare con la legna… ma bene (“Heizen mit Holz….aber richtig!“), per una corretta gestione manuale delle piccole stufe e dei caminetti a legna, ha spiegato Georg Pichler, direttore dell’Ufficio aria e rumore. Alle iniziative informative della campagna, abbinate a dimostrazioni pratiche in piazza di gestione delle stufe a legna nel periodo 2017-2020 hanno aderito 22 Comuni per un totale di 3150 persone partecipanti. Le iniziative di sensibilizzazione pensate per le scuole all’interno della medesima campagna hanno visto una buone partecipazione. Tra il 2017 e il 2020 51 classi per complessivi 1000 alunni hanno partecipato al progetto “Lebensmittel Luft”, mentre sono state 101 classi per un totale di 1702 alunni a seguire il progetto “Feuer frei mit Fritz”.



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