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Chris, 10mila partecipanti per lo studio sulle malattie altoatesine

Pubblicato il 20 Marzo 2017 in Territorio

 

Diecimila partecipanti allo lo studio di popolazione Chris di Eurac Research e dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige che ha raggiunto un traguardo straordinario. Il risultato si è ottenuto oggi, lunedì 20 marzo.  Lo studio indaga l’influenza dei fattori ambientali e genetici sullo sviluppo delle malattie più diffuse in Alto Adige. Obiettivo dei ricercatori è migliorare sempre di più il sistema di prevenzione nella popolazione altoatesina. Ma l’importanza di questo studio supera i confini della provincia: i numeri di partecipazione non sono paragonabili a quelli di studi simili che reclutano centinaia di migliaia di persone, ma le caratteristiche uniche e omogenee del bacino di Chris lo rendono uno studio di grande valore per la ricerca biomedica in tutto il mondo.

Una sorpresa per i partecipanti numero 10.000 e 10.001

I coniugi Marianna Heinisch e Karl Angerer di Malles sono i partecipanti numero 10.000 e 10.001 dello studio Chris. «Non ci aspettavamo una simile accoglienza oggi. La nostra motivazione era semplicemente quella di contribuire alla ricerca medica e di conseguenza anche alla salute delle prossime generazioni – spiegano i due cinquantenni Marianna e Karl -. Siamo felici per il team di Chris che oggi festeggia un grande giorno», dichiara la coppia.

Ora i ricercatori hanno un nuovo traguardo: 13.000 partecipanti

Nell’agosto 2011, quando lo studio è iniziato, i ricercatori di Eurac Research volevano raggiungere i 10.000 partecipanti, perché è questa la condizione per ottenere risultati scientifici significativi. Ora però, le prenotazioni al centro Chris dell’ospedale di Silandro non si fermano, per avere un appuntamento bisogna attendere circa un mese perché le date sono tutte prenotate. Questa intensa partecipazione dei venostani ha indotto i responsabili dello studio a proseguire la raccolta dei dati fino al 2018, con l’obiettivo di coinvolgere 13.000 persone. “Se recluteremo altri 3000 partecipanti avremo coinvolto il 40 per cento dei venostani nello studio. Sono numeri che consoliderebbero ancora di più il valore scientifico della ricerca aumentando la validità e l’affidabilità dei risultati. Al momento però vogliamo ribadire quanto siamo orgogliosi del traguardo raggiunto oggi insieme ai venostani”, spiega Peter P. Pramstaller, direttore del Centro di biomedicina di Eurac Research che sta svolgendo lo studio assieme all’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige e ai medici di famiglia.

Da maggio lo studio Chris arriverà anche a Curon. Lì e anche negli altri comuni del comprensorio venostano i residenti maggiorenni potranno continuare a partecipare. Nel 2019 verrà avviato il cosiddetto follow-up, lo studio prevede infatti che tutti i partecipanti siano invitati a ripetere gli esami periodicamente. 

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Grazie allo studio i ricercatori hanno il quadro dello stato di salute della popolazione e ne osservano lo sviluppo in un arco di tempo prolungato. Allo stesso tempo, con l’aiuto dei dati raccolti, indagano quali fattori ambientali e genetici siano responsabili delle malattie più diffuse in Alto Adige, quali accelerino il decorso delle malattie e quali invece lo rallentino. I dati dello studio Chris confluiscono già da ora in grandi progetti di ricerca mondiali, perché hanno un particolare valore. «Tendenzialmente i partecipanti di Chris hanno un ambiente di vita e di lavoro simile, sono esposti agli stessi fattori ambientali, hanno abitudini alimentari simili, non si trasferiscono spesso. È una popolazione ben delimitata, non si tratta di milioni di persone sparse in aree vastissime, ma di famiglie. Per la ricerca è un punto di partenza eccezionale, perché abbiamo meno “elementi di disturbo” rispetto a studi simili condotti in grandi città», spiega Martin Gögele di Eurac Research, che si occupa della parte statistica di Chris. Queste caratteristiche rendono lo studio speciale anche dal punto di vista genetico. Il fatto che più membri della stessa famiglia e più generazioni di una famiglia partecipino allo studio rende i dati una risorsa preziosa per la ricerca genetica a livello mondiale. Una base di dati di questo tipo permette di indagare lo sviluppo delle malattie e i fattori di rischio e di protezione di origine genetica in maniera molto più chiara rispetto a banche dati più eterogenee.

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