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Ötzi arriva sullo grande schermo con un film tutto altoatesino

Pubblicato il 29 novembre 2017 in Culture, Territorio

Iceman  

«Der Mann aus dem Eis» (l’uomo venuto dal ghiaccio): è questo il titolo del film che porta —per la prima volta in assoluto — sul grande schermo la vita e la morte di Ötzi, la mummia ritrovata 26 anni fa da due escursionisti nel ghiacciaio del Similaun in Val Senales. Girato in location altoatesine, con attori locali e con il sostegno finanziario di IDM Alto Adige, il film — una coproduzione tra Italia, Germania e Austria — è stato presentato per la prima volta (in Alto Adige) ieri, 28 novembre, a Bolzano ai cinema Cineplexx e Capitol. Oltre 5.000 anni fa questo uomo del Neolitico si avventurò a oltre 3.000 metri in Val Senales e morì ucciso da una freccia. Ma come ci era finito? E chi l’ha assassinato?  In «Der Mann aus dem Eis» (titolo originale: «Iceman – The Legend of Ötzi») Felix Randau, che ha scritto anche la sceneggiatura di questa avventura, racconta —per la prima volta in un film di finzione — gli ultimi giorni di Ötzi e gli avvenimenti che hanno portato alla sua misteriosa morte. E per far ciò non sono servite tante parole. Il film, infatti, è privo di dialoghi e per le poche parole utilizzate ci si è consultati con linguisti per ricostruire gli elementi che componevano il linguaggio dell’epoca. Ad animare la pellicola sono invece i panorami mozzafiato delle Alpi altoatesine, le tante — a volte non poco crude — scene d’azione e le immagini intense e autentiche che trasportano lo spettatore nel mondo preistorico. In Germania il film uscirà nelle sale domani, 30 novembre 2017, e anche in Alto Adige «Iceman» sarà visibile con il titolo in tedesco — trattandosi di un film pressoché privo di dialoghi, sarà però accessibile anche a chi ha poca dimestichezza con la lingua tedesca — a partire dal 30 novembre.

Iceman

Un film autentico grazie al know-how altoatesino

Le riprese sono state realizzate in numerose location altoatesine, tra le altre al ghiacciaio di Giogo Alto in Val Senales, a Moso in Passiria, dove si è girato per esempio alla malga Unterglanegg e al Bunker Mooseum, e in Val di Vizze. Il film, che riunisce un cast di primordine, tra cui Juergen Vogel (Good Bye Lenin!, L’Onda), Franco Nero e attori altoatesini come Martin Schneider e Paula Renzler, è una coproduzione internazionale tra le case di produzione tedesche Port au Prince & Kultur Produktion e Lucky Bird Pictures, l’austriaca Amour Fou e la bolzanina Echo Film. Quest’ultima fin dall’inizio è stata fondamentale per la realizzazione di «Der Mann aus dem Eis». Già nel 2014 il produttore del film, Jan Krüger, è riuscito ad assicurarsi l’appoggio della casa di produzione altoatesina con sede a Bolzano: «Con il loro aiuto e grazie al sostegno del Fondo altoatesino per le produzioni cinematografiche di IDM abbiamo potuto sviluppare ulteriormente il plot» racconta Krüger.

Echo film è stata, infatti, di indispensabile aiuto specialmente nella ricerca di location adatte e per la riuscita delle riprese, proprio per la loro familiarità con le montagne altoatesine: «Abbiamo messo a disposizione il nostro know-how affinché tutto, compresa la natura, risultasse il più autentico possibile — ha spiegato Maja Wieser Benedetti, produttrice della Eco Film —. In fondo per girare in montagna serve anzitutto una certa sensibilità». Ma oltre alla casa di produzione di Bolzano e ai vari attori locali, hanno collaborato alle riprese numerosi professionisti altoatesini del settore così come diversi prestatori di servizi provenienti dall’Alto Adige: «Per dare credibilità a costumi, trucco e accessori di scena — ha continuato Wieser Benedetti — ci siamo affidati alla competenza degli archeologi  del Museo di Ötzi». Il Fondo provinciale per le produzioni cinematografiche e televisive ha sostenuto il progetto già in fase di sviluppo, che è avvenuto in stretta collaborazione con il Museo Archeologico dell’Alto Adige, e poi in fase di produzione; IDM Alto Adige ha assistito la produzione in loco.

 

La trama di «Der Mann aus dem Eis»

Oltre 5.300 anni fa, nel neolitico. Una grande famiglia vive in pace lungo un fiume nelle Alpi Venoste (Ötztaler Alpen). Al suo capo Kelab (Jürgen Vogel) spetta di custodire il sacro reliquiario. Mentre Kelab è a caccia, il suo insediamento è assalito e l’intera tribù assassinata, compresi la compagna (Susanne Wuest) e il figlio di Kelab. Anche le reliquie della comunità vengono rubate. Mosso dal dolore e dalla rabbia, Kelab ha un solo scopo ormai: la vendetta! Segue le tracce dei colpevoli. Nella sua odissea tra le montagne è esposto ai pericoli della natura e un tragico equivoco fa sì che lui stesso diventi una preda. Infine Kelab finisce per doversi confrontare non soltanto con gli assassini della sua famiglia, ma anche con se stesso. Seguirà l’impulso di vendicarsi e diventerà lui stesso un assassino? Oppure riuscirà a interrompere l’eterno circolo della vendetta? Con questo dramma arcaico lo sceneggiatore e regista Felix Randau fa sì che si possa vedere realmente la vita nel neolitico.

Johanna Roellecke

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