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Altoatesini rimandati sulle emergenze. Poca familiarità col 112

Pubblicato il 13 luglio 2018 in Territorio

emergenze  

Dall’indagine campionaria condotta dall’ASTAT tra febbraio e maggio 2018 emerge che almeno due altoatesini su dieci non sanno dell’esistenza del numero unico di emergenza (112), quattro su dieci non si sentono preparati ad affrontare una calamità e cinque su dieci non sanno indicare in modo corretto il suono del segnale di allarme della Protezione Civile. D’altra parte, il 77% accenderebbe, correttamente, la radio o la televisione se sentisse suonare l’allarme della Protezione Civile e l’82% si sentirebbe al sicuro nella propria comunità in caso di calamità naturale.

Uno degli strumenti indispensabili per la prevenzione dei rischi è rappresentato dal Piano di Protezione Civile Comunale (PPCC) che, messo a disposizione del normale cittadino, lo mette nelle condizioni di affrontare le situazioni emergenziali con coscienza, riducendo i rischi per sé stesso e per gli altri. Circa quattro altoatesini maggiorenni su dieci sanno che il comune in cui risiedono è dotato di un PPCC. La percentuale delle persone informate su questo tema cresce all’aumentare dell’età (25,9% tra i 18- 39enni, 40,0% tra i 40-59enni e 50,8% tra gli over 60) ed è più alta tra chi è membro o volontario di un organismo della Protezione Civile rispetto a chi non lo è (80,6% contro 36,5%). Cosa contiene il PPCC secondo i cittadini che sono a conoscenza della sua esistenza (possibili più risposte)? Due su dieci (21,4%) non lo sanno, sette su dieci (69,7%) ritengono che esso descriva le attività che devono essere svolte nel corso di una calamità, per circa la metà (47,7%) esso comprende le attività di prevenzione delle emergenze per i cittadini (per esempio le assemblee informative) e uno su dieci (11,8%) pensa che il PPCC preveda le attività di ricostruzione dopo una calamità.

Anche se quasi tutti gli altoatesini (98,3%) dichiarano di sapere quale numero telefonico chiamare per chiedere aiuto in una situazione di pericolo, uno su cinque (19,1%) non comporrebbe il 112, che dal 17 ottobre 2017 rappresenta il numero unico di emergenza. Esso sostituisce tutti i numeri precedentemente attivi, ovvero il 118 (soccorso sanitario), il 115 (Vigili del Fuoco), il 112 (Carabinieri) e il 113 (Polizia), come probabilmente sa il 69,3% della popolazione che, se si trovasse in una situazione di emergenza, digiterebbe esclusivamente il 112.

Questa informazione sul 112 è più diffusa tra le persone che afferiscono alla comunità di lingua tedesca (75,6%) rispetto a quelle di lingua italiana (55,9%) e, di conseguenza, tra i residenti fuori dal capoluogo (73,3%) rispetto ai bolzanini (53,8%). Inoltre, essere occupato piuttosto che non esserlo aumenta la probabilità di essere a conoscenza del numero unico di emergenza (73,5% contro 62,6%), così come avere 40 o più anni piuttosto che meno (72,4% contro 62,6%).

Il 78,4% degli altoatesini sa che esiste la prova settimanale delle sirene (ogni sabato alle 12 un suono continuo della durata di 15 secondi) e il 73,2% conosce il segnale di allarme incendi dei Vigili del Fuoco (tre volte un suono di 15 secondi). Percentuali inferiori conoscono l’allarme di Protezione Civile (54,5%, un minuto di sirena crescente e decrescente) e l’allarme che segnala il pericolo di gelo (31,4%, un suono continuo della durata di 15 secondi). Un altoatesino su venti (4,9%) non conosce nessun segnale di allarme.

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