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«Fisco, con lo spesometro persi tre giorni di lavoro»

Pubblicato il 13 ottobre 2017 in Lavoro

spesometro  

Non è vero che «basta un clic» per far partire la rivoluzione dello Spesometro, la nuova procedura attraverso la quale tutti coloro che sono soggetti all’Iva devono inviare per via telematica all’Agenzia l’elenco analitico (e non più aggregato) di tutte le fatture emesse e ricevute nel primo semestre del 2017. La promessa dell’allora direttrice dell’Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi si è trasformata nel nuovo incubo fiscale delle partite Iva. E dei commercialisti, ai quali i mille intoppi del nuovo sistema sono costati in media tre giorni di lavoro aggiuntivo. Nel complesso, si calcola che i maggiori costi per le imprese ammontino a 2,2 miliardi di euro. In tutto questo, l’avvio reale non è ancora certo, anche se quello di lunedì 16 ottobre dovrebbe essere il termine definitivo, dopo i tre slittamenti già disposti dall’Agenzia delle Entrate.

Disagi più gravi per i professionisti

Sono proprio i professionisti a lamentare i disagi più gravi, destinati ovviamente a ripercuotersi sui clienti finali: imprese, artigiani e semplici contribuenti che rischiano di non rispettare, loro malgrado, il termine di legge. Tanto che il Consiglio dell’Ordine dei Commercialisti di Bolzano, riunitosi lunedì 9 ottobre ha deciso di prendere posizione con una nota: «Abbiamo fatto i conti con i continui rallentamenti del sistema, che l’Agenzia delle Entrate e la Sogei, società incaricata del servizio online, hanno motivato con il “numero di connessioni superiore a quello che il sistema riesce a gestire”. Ma come è possibile non prevedere che, introdotta una nuova procedura online, aumentino gli accessi al sistema? Faremo, come sempre, il nostro dovere fino in fondo ma è inaccettabile che venga creato un nuovo adempimento per il quale poi la stessa Agenzia delle Entrate non è pronta. Se non si cambia metodo e non si punta sulla concertazione e sulla condivisione si rischia la paralisi del sistema».

Cresce la delusione

Cresce così la delusione fra gli oltre 700 iscritti all’Ordine di Bolzano: «Ancora una volta, una burocrazia inefficiente ci costringe a inseguire adempimenti che cambiano da un anno all’altro e scadenze che mutano di continuo. In questo modo, siamo a servizio del Fisco più che dei nostri stessi clienti», scrive l’organo di governo dell’Ordine di Bolzano. «Il nostro Consiglio nazionale aveva segnalato le difficoltà che il nuovo Spesometro avrebbe creato, soprattutto dal punto di vista di un sistema tecnologico non all’altezza, chiedendo un periodo transitorio proprio per evitare quello che stiamo vivendo oggi. La risposta è arrivata ed è stata un No». Anche se poi, la scadenza è slittata dal 18 settembre al 28, poi al 5 ottobre e infine (ma non è mai detta l’ultima parola) a lunedì 16. «Che senso ha per Sogei fingersi iper-efficienti prima e rinviare 4 volte poi? Oltretutto, il sistema ha mostrato gravi problemi di privacy, visto che consentiva agli intermediari di avere accesso a dati sensibili di clienti non seguiti direttamente». È necessario fermarsi e ripartire, altrimenti a pagare saranno le imprese e i professionisti.

«Per una volta – conclude la nota del Consiglio – ci piacerebbe che qualcuno si prendesse le proprie responsabilità e chiedesse scusa. Non tanto a noi, che pure paghiamo in prima persona per le incapacità altrui, quanto ai cittadini, costretti una volta di più a subire le angherie di una pubblica amministrazione sorda e cieca».

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