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Qualità dell’aria: situazione buona ma l’A22 continua a pesare

Pubblicato il 21 marzo 2019 in Territorio

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Grazie anche alle favorevoli condizioni meteorologiche, nel corso del 2018 la qualità dell’aria è leggermente migliorata rispetto all’anno precedente. Nonostante un leggero calo delle concentrazioni, rimane la criticità rispetto alle elevate concentrazioni di biossido di azoto NO2, in corrispondenza di zone esposte al traffico, fonte principale di queste emissioni.  Si conferma quindi la necessità di intervenire a tutela della salute nell’ottica di una mobilità più sostenibile, secondo le indicazioni emanate nel piano NOx della Provincia. Qualche problema, benché in forma minore, è causato anche dalla cattiva combustione di piccoli impianti a legna con produzione di benzapirene, un idrocarburo policiclico aromatico che è componente tossico delle polveri sottili. In generale per le polveri sottili in Alto Adige non vi sono stati superamenti significativi. La situazione della qualità dell’aria è costantemente monitorata dall’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima e, in base ai dati rilevati, viene valutata assieme ai Comuni più urbanizzati l’opportunità di adottare le misure più adeguate al fine di migliorarla.

Questa la sintesi che l’assessore provinciale all’ambiente Giuliano Vettorato e il direttore del Laboratorio analisi aria e radioprotezione dell’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima, Luca Verdi, hanno presentato oggi, 21 marzo, durante una conferenza stampa a Palazzo Widmann a Bolzano. In mattinata presso l’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima i dati sulla qualità dell’aria del 2018 stati precedentemente presi in esame al tavolo tecnico qualità dell’aria condotto per la prima volta dall’assessore Vettorato. Inoltre, sono stati approfonditi gli ultimi sviluppi e illustrate le situazioni che richiedono necessità di intervento. All’assemblea partecipano i rappresentanti della Provincia, dei Comuni di Bolzano, Merano, Bressanone e Laives, delle categorie economiche, della Società Autobrennero A22 e delle associazioni ambientaliste.

NO2, leggero calo concentrazioni nel 2018

«Rispetto al 2017 le concentrazioni di NO2 sono leggermente scese. Presso le stazioni di misura di piazza Adriano e via Claudia Augusta a Bolzano il limite annuale di 40 microgrammi/m3 viene rispettato», ha riferito Verdi direttore del Laboratorio analisi aria e radioprotezione. Ciò è avvenuto grazie anche al verificarsi di condizioni meteorologiche, quali vento, temperatura, e precipitazioni, che favoriscono la dispersione degli inquinanti. Comunque, si verificano tuttora superamenti nella fascia attorno all’autostrada del Brennero A22 e soprattutto in ambito urbano a Bolzano, Merano, Bressanone e Laives. Qui, oltre al traffico, ha un ruolo determinante la configurazione degli edifici lungo alcune strade cittadine, come ad esempio via Roma a Bolzano o via Rezia a Merano. «La cosiddetta geometria a canyon tende a concentrare gli inquinanti confinandoli negli strati più bassi dell’atmosfera facendo così aumentare le concentrazioni di NOe ostacolando di conseguenza la diluizione dei gas», ha spiegato il tecnico.

«La situazione è incoraggiante da un lato per quanto riguarda le PM10, è preoccupante dall’altro per i livelli di concentrazione dell’NO, ha affermato l’assessore provinciale all’ambiente Giuliano Vettorato che ha sottolineato “per ridurre ulteriormente l’inquinamento da NO2 generato dal traffico, le iniziative adottate a livello provinciale e comunale devono quindi essere portate avanti con decisione, a tutela della salute della popolazione, come previsto nel ‘Programma per la riduzione dell’inquinamento da NO2018-2023’”. «I Comuni, infatti, sono obbligati a intervenire in presenza di superamenti – ha precisato Verdi facendo presente che – le misurazioni aumenteranno e la rete di misura sarà ampliata ulteriormente».

Situazione altri inquinanti

Per quanto riguarda la media annuale riferita alle polveri sottili PM10, in tutte le stazioni di misura vengono rispettati sia il valore limite UE (40 microgrammi/m3), che il valore guida dell’Organizzazione mondiale della sanità OMS (20 microgrammi/m3). Presso la totalità delle stazioni di misura viene rispettato il valore limite indicato dalla UE (25 microgrammi/m3) per quanto concerne la media annuale riferita alle PM 2,5. Vi è un tendenziale miglioramento per la media annuale degli idrocarburi policiclici aromatici IPA. Tale trend si registra anche nelle zone rurali dove è più diffuso il riscaldamento a legna e dove viene superato il valore obiettivo UE (1 nanogrammo/m³). Polveri fini e IPA sono inquinanti prodotti in massima parte dai piccoli impianti a legna. Nel 2018 non si sono registrati superamenti della soglia di informazione alla popolazione per quanto attiene l’ozono, tipico inquinante estivo. Tutti i dati del monitoraggio sono disponibili in tempo reale online sul sito dell’agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima.

Impegno per la qualità dell’aria

Con l’attivazione del tavolo tecnico qualità dell’aria ormai alcuni anni fa che, attraverso un approccio di condivisione, si è giunti all’emanazione del piano aria, con misure di successo per l’abbattimento delle polveri sottili PM10. Dello scorso anno l’adozione del programma NO2 2018-2023 con il quale sono stati creati i presupposti per adottare misure volte a ridurre le concentrazioni di biossido di azoto del 10% entro il 2020 e garantire entro il 2023 il rispetto del valore limite annuale fissato dalla UE di 40 microgrammi al metro cubo. Nell’ambito del progetto Green mobility si punta, inoltre, sull’incentivazione di tutte le forme di mobilità sostenibile, sia nel trasporto pubblico che privato, nonché alla gestione intelligente dei flussi di traffico e a interventi strutturali. Si va dai semafori intelligenti per evitare gli ingorghi stradali, come quello installato in via Einstein a Bolzano, all’ampliamento della rete ciclabile, con la realizzazione di infrastrutture come il ponte ciclabile tra Pineta e Laives. Qualora gli obiettivi di riduzione delle emissioni da NO2 prefissati non possano essere raggiunti con tutte le altre misure poste in campo, i Comuni possono introdurre limitazioni al traffico per certe categorie di veicoli.

Una delle fonti maggiori per le emissioni di NO2 è il traffico veicolare lungo l’autostrada del Brennero. Nell’ambito del progetto BrennerLEC (lower emissions corridor) si sta testando gli effetti derivanti dall’adozione di un limite di velocità dinamico di 100 km/h con esiti positivi.

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