Ordini professionali, deroga sul bilinguismo per «salvare» i medici

Pubblicato il 19 Giugno 2019 in Territorio

 

Servono medici in Alto Adige. Una carenza che spinge a superare anche il bilinguismo. La Giunta provinciale ha così approvato una norma di attuazione che punta alla parificazione delle lingue italiana e tedesca per professioni per cui sia richiesta l’iscrizione a un ordine professionale. A questo scopo si stabilisce che è sufficiente un certificato in tedesco oppure in italiano. «La Costituzione pone sullo stesso piano la lingua italiana e quella tedesca per l’Alto Adige. Per questo siamo convinti che per essere inseriti, ad esempio, nell’albo professionale dei medici, possa bastare anche solo la conoscenza della lingua tedesca» ha sottolineato il presidente della Provincia Arno Kompatscher.

Il presidente ha citato come esempio l’Ordine dei medici e quello delle professioni sanitarie, che sulla basa di una falsa intepretazione delle norme vigenti, hanno negato l’iscrizione a professionisti che potevano provare “solo” la conoscenza della lingua tedesca. Per evitare problemi in futuro, la Giunta ha approvato oggi le proposte di due norme di attuazione da trasmettere poi a Roma per il via libera. Uno dei due testi riguarda il settore sanitario, mentre l’altro riguarda tutti gli altri ordini professionali, con l’obiettivo di sgombrare il campo da possibili equivoci in futuro. «Le due norme si basano sullo Statuto di autonomia» ha precisato Kompatscher. In tutti gli altri campi la “proporzionale” rimane invece valida. Fino a questo momento la Provincia ha sostenuto attivamente il personale del settore sanitario nell’apprendimento di entrambe le lingue, italiana e tedesca, ma per normare meglio il settore si è resa necessaria questa modifica.

L’attuale carenza di personale medico in Alto Adige, in Italia e in Europa, giustifica una limitata deroga alle norme della proporzionale linguistica, ha sottolineato l’assessore alla sanità Thomas Widmann. «La mancanza di medici e di operatori sanitari rende difficile garantire il livello minimo di personale necessario. Per continuare a farlo abbiamo adottato perciò misure adeguate»  ha detto Widmann. Attualmente sono 493 i medici, gli infermieri e le ostetriche su 4.128 che sono privi di attestato di bilinguismo. “Questo provvedimento ribadisce l’obbligo vincolante ad acquisire entro tre anni la capacità di interloquire con i pazienti in entrambe le lingue per poter accedere a un contratto a tempo indeterminato nella sanità altoatesina” ha aggiunto Widmann.

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