Imi e Irpef abbassate, due proposte che piacciono agli altoatesini

Pubblicato il 9 Luglio 2019 in Territorio

 

Maggiore differenziazione nell’applicazione dell’addizionale regionale IRPEF e dell’IMI, l’imposta municipale sugli immobili: soprattutto il primo dei due trova ampio consenso tra i lavoratori altoatesini. I piani del Presidente della Provincia Arno Kompatscher non necessariamente comporterebbero una perdita per le casse pubbliche, sostiene l’IPL. «È stato il tweet del Presidente della Provincia Arno Kompatscher a suggerirci il tema speciale per l’edizione estiva del Barometro IPL», premette il Direttore Stefan Perini. L’obiettivo del pacchetto di misure studiato dalla Giunta provinciale e intitolato ‘Patto per l’Alto Adige’ è garantire maggiore equità sociale. Ecco le proposte della Giunta: abbassare l’IMI per le abitazioni che vengono affittate al canone provinciale di locazione e parallelamente aumentare le imposte sugli immobili sfitti o affittati a non residenti. La Giunta provinciale vorrebbe inoltre innalzare la deduzione (meglio conosciuta come “no-tax area”) per il calcolo dell’addizionale regionale IRPEF da 28.000 € a 33.500 € e introdurre un’aliquota più alta per i redditi superiori a 85.000 €. Come terza misura si punta a legare la riduzione dell’IRAP alle imprese che garantiscono un’adeguata retribuzione ai propri operai e impiegati. Nella parte speciale dell’edizione estiva del Barometro IPL, l’Istituto ha sottoposto le prime due misure ad una valutazione critica dei lavoratori dipendenti altoatesini.

Ampio consenso per l’addizionale IRPEF differenziata

Dalla valutazione distinta delle due misure emerge che il 74% dei lavoratori altoatesini è favorevole all’aumento della no-tax area per il calcolo dell’IRPEF regionale da 28.000 € a 33.500 €. Il 69% caldeggia inoltre l’aumento dell’addizionale IRPEF regionale per redditi superiori a 85.000 €. Le due misure convincono i lavoratori altoatesini anche se combinate tra di loro: quasi 6 lavoratori su 10 sostengono la variante combinata.

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Consenso relativamente alto anche per la differenziazione dell’IMI

Una maggioranza più esigua di lavoratori approva un’applicazione differenziata dell’IMI: il 58% degli intervistati appoggia la riduzione dell’IMI su abitazioni affittate a residenti al canone provinciale di locazione, il 56% l’aumento dell’IMI su abitazioni affittate a non residenti. La variante combinata, tuttavia, in questo caso convince solo 4 lavoratori su 10. Secondo il ricercatore dell’IPL Friedl Brancalion “ciò è dovuto anche al fatto che molti lavoratori possiedono una seconda casa, e pertanto risentirebbero negativamente del vincolo di doverla affittare al canone provinciale di locazione”. Brancalion fa inoltre notare che il criterio della residenza protratta per tutto l’anno potrebbe essere difficilmente verificabile, e forse anche superato in tempi di elevata mobilità professionale.

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