Imposta di soggiorno, in arrivo aumenti (ma dal 2018)

Pubblicato il 24 Maggio 2016 in Turismo

imposta di soggiorno  

È in arrivo un aumento per la imposta di soggiorno in Alto Adige: dal 2018 passa da 1,30 a 1,60 euro per gli esercizi alberghieri a 4 e 5 stelle, da 1 euro a 1,20 euro per quelli a 3 stelle e da 70 a 85 centesimi per tutti gli altri esercizi ricettivi. L’obiettivo è garantire il finanziamento delle organizzazioni turistiche e la promozione mirata del settore.

L’imposta comunale di soggiorno era stata introdotta con l’obiettivo di incassare mediamente un euro a pernottamento, ma a fronte di 29 milioni di pernottamenti il gettito è stato di 23 milioni, considerate diverse esenzioni. È dunque stato deciso un aumento di circa il 20% che scatterà nel 2018, l’anno in cui prende avvio anche la riorganizzazione delle strutture turistiche. Dal 2018 la imposta di soggiorno passa da 1,30 a 1,60 euro per gli esercizi alberghieri a 4 e 5 stelle, da 1 euro a 1,20 euro per quelli a 3 stelle e da 70 a 85 centesimi per tutti gli altri esercizi ricettivi. «La modifica del regolamento di esecuzione è stata approvata dalla Giunta provinciale dopo aver sentito i rappresentanti dei Comuni, delle organizzazioni turistiche, albergatori, affittacamere, agricoltori e gestori di campeggi – ha ricordato il presidente Arno Kompatscher. – Con questa misura si vuole andare incontro al maggior fabbisogno di budget per il marketing della destinazione e mantenere l’Alto Adige competitivo sul mercato turistico».

Imposta di soggiorno, le categorie escluse

Sono esclusi dall’imposta comunale di soggiorno gli ospiti dei rifugi alpini, i bambini under 14 e le persone che pernottano per frequentare manifestazioni didattiche e formative di scuole pubbliche. Nella modifica del regolamento di esecuzione è previsto inoltre che il Comune possa aumentare l’imposta fino a un importo massimo di 2,50 euro per sostenere particolari progetti, ma deve prima ottenere il nulla osta dell’associazione turistica locale, che può dare al Comune anche il permesso di assegnare una parte o l’intero gettito direttamente al consorzio turistico territoriale. La nuova legge di riforma del finanziamento del settore turistico è in vigore da 4 anni e si basa su tre pilastri: i contributi della Provincia, il contributo dell’ospite e quello delle aziende alberghiere.

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