A Naz Sciaves sorgerà un parco sulla Guerra fredda

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Un parco della memoria sull’epoca della Guerra fredda e una zona ricreativa verranno realizzati a Naz Sciaves, sull’areale ex Nato. Per ora quello del parco sulla Guerra fredda è solo di un progetto verso il quale la Giunta provinciale ha espresso un orientamento favorevole. «Dopo Ferragosto – ha precisato il vicepresidente Christian Tommasini – sarà approvata la delibera per formalizzare l’affidamento dei terreni (di proprietà provinciale) all’amministrazione municipale, che li avrà in uso gratuito per un periodo di 30 anni».

Il deposito per munizioni speciali della Nato a Naz Sciaves era l’unico in tutto il Trentino Alto Adige nel quale venivano custodite armi nucleari: testate per missili a corto raggio e proiettili di artiglieria per obici. La base militare italiana-statunitense “Site Rigel”, un’area riservata e strettamente sorvegliata, era concepita come una fortezza, con una zona esterna e due settori interni ad accesso ristretto con doppia recinzione di filo spinato: il deposito italiano di armi convenzionali e il settore di massima sicurezza gestito dall’US Army con due bunker per armi nucleari. L’areale, espropriato nel 1962 ai contadini di Naz Sciaves, è stato trasferito in proprietà alla Provincia di Bolzano nel 2010.

Il parco sulla Guerra fredda costerà 960mila euro

«Il Comune intende conservare l’areale ex Nato come sito didattico, considerando il valore storico che riveste come testimonianza del periodo della Guerra fredda, e valorizzarlo come parco della memoria inserito all’interno di una zona ricreativa, per spiegare soprattutto ai giovani il periodo della Guerra fredda in Alto Adige. Un progetto storico-culturale di rilievo», ha sintetizzato Tommasini. L’attrazione sarà un missile originale Honest John, prestito del Museo della guerra di Rovereto. Il parco ricreativo attorno all’area riservata militare prevede la realizzazione di giochi, servizi e di un laghetto balneabile.

I costi di realizzazione, stimati in 960mila euro, saranno a carico del Comune attraverso l’utilizzo dei fondi BBT per misure di compensazione ambientale e il sostegno di istituzioni pubbliche e di privati.

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