Plantvoice evolve in piattaforma agronomica: dati della pianta, del suolo e del meteo per gestire il frutteto

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Innovazione. Plantvoice accelera la propria evoluzione da tecnologia di monitoraggio a piattaforma decisionale per la frutticoltura. La scale-up agritech, nata attorno a una sonda capace di leggere in tempo reale i segnali fisiologici della pianta attraverso l’analisi della linfa, amplia ora il proprio raggio d’azione con un sistema che integra i dati interni alla pianta con quelli ambientali di suolo e meteo, con l’obiettivo di supportare in modo più preciso le decisioni su irrigazione, nutrizione e difesa del frutteto.

Il passaggio segna un cambio di impostazione rilevante: non più soltanto raccolta di informazioni, ma traduzione del dato in supporto operativo per agricoltori e tecnici. La piattaforma, accessibile via app mobile e web, riunisce in un unico ambiente moduli agronomici specializzati, un’agenda digitale per la raccolta delle informazioni di campo e un servizio di agronomi on-demand. L’idea è superare approcci basati esclusivamente su sensori ambientali o pratiche standardizzate, mettendo al centro ciò che la pianta sta realmente vivendo e incrociandolo con il contesto esterno.

«Negli ultimi anni abbiamo validato sul campo una tecnologia unica, dimostrando che entrare nella fisiologia della pianta consente di leggere segnali chiave per la gestione del frutteto», dichiara Matteo Beccatelli, CEO e co-founder di Plantvoice. «Oggi quella tecnologia evolve in una piattaforma agronomica capace di supportare la gestione intelligente del frutteto nel suo insieme. Abbiamo costruito un sistema scalabile, modulare e integrabile pensato per aiutare agricoltori e tecnici a decidere quando irrigare, come fertilizzare e quando intervenire, migliorando la qualità del frutto e riducendo costi e impatto ambientale».

Tra i moduli più rilevanti c’è quello dedicato all’irrigazione, che utilizza il segnale fisiologico della pianta per indicare quando il fabbisogno idrico è effettivo. Secondo l’azienda, le applicazioni sul campo hanno già mostrato risparmi idrici fino al 40% in alcune realtà frutticole, tra cui il Gruppo Salvi. A questo si affiancano un modulo per la nutrizione, orientato a ottimizzare la fertilizzazione in base alla risposta fisiologica della pianta, e uno per la difesa, pensato per rendere più mirati i trattamenti e ridurre gli sprechi.

La nuova fase di sviluppo poggia anche su un’evoluzione hardware: la sonda, lanciata nel 2023 e protetta da brevetto internazionale, è stata riprogettata in una versione autoinstallante, pensata per l’adozione diretta da parte dell’agricoltore con il supporto remoto del team tecnico e agronomico. È un passaggio che punta a ridurre la complessità operativa e a rendere il modello più facilmente scalabile, in una fase in cui Plantvoice sta trasformando la sperimentazione in diffusione commerciale.

Negli ultimi due anni, infatti, la società è passata da 27 a 105 aziende agricole clienti, con 720 sensori installati su oltre 600 ettari in Italia, dal Trentino-Alto Adige alla Sicilia. Tra le realtà che hanno adottato la tecnologia figurano Gruppo Salvi, Gruppo Rivoira, Joinfruit, Maso Martis, Arnaldo Caprai, Cantina Mezzacorona, CAVIT e Consorzio Agrario di Ravenna. In pipeline ci sono inoltre altri 200 clienti sul mercato italiano, mentre sul fronte internazionale i primi mercati nel mirino sono Francia, Spagna, Germania, Brasile e Polonia, con un interesse già avviato anche verso Australia e Stati Uniti.

In Francia l’espansione ha già prodotto un primo risultato concreto con l’accordo siglato con Alliance BFC, unione di cooperative agricole che riunisce Bourgogne du Sud, Dijon Céréales e Terre Comtoise. Un segnale che accompagna la crescente visibilità internazionale della scale-up, recentemente selezionata tra i 33 finalisti dei WIPO Global Awards 2026 su oltre 1.300 candidature provenienti da 126 Paesi.

«Chi lavora ogni giorno in campo ha bisogno di strumenti affidabili, basati su ciò che la pianta sta realmente vivendo», spiega Tommaso Beccatelli, co-founder e responsabile di produzione di Plantvoice. «Entrare nella fisiologia della pianta ci permette di supportare decisioni più tempestive e mirate. Capire cosa succede intorno alla pianta completa il quadro informativo. Questo ci permette di concentrarci sulla gestione intelligente del frutteto, per ridurre tentativi e sprechi e aiutare agricoltori e tecnici a lavorare con maggiore serenità».

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