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Thimus, da Brescia a Bolzano per studiare come funziona il cervello dei consumatori

Pubblicato il 8 aprile 2016 in Imprese, Innovazione

Thimus  

Oggi il vero lusso sono le emozioni, chi è in grado di muoverle nei propri utenti ha trovato la chiave per il successo. Questo potrebbe essere il motto di Thimus, azienda che studia come funziona il cervello di una persona quando decide cosa comprare. Adesso il gruppo di lavoro ha deciso di trasferirsi in Alto Adige, un territorio in cui crede molto per la qualità della vita e l’apertura all’innovazione tecnologica.

Ripartire in Alto Adige

Da cinque anni Thimus, azienda fondata a Brescia da Andrea Bariselli, studia i meccanismi del cervello che determinano la preferenza nella scelta di un prodotto o di una esperienza, per poi soddisfare i desideri degli utenti anticipandone le risposte. «Vogliamo valutare l’impatto emotivo dell’esperienza utente e vogliamo farlo con strumenti scientifici e dati certi», spiega Bariselli.

Thimus si occupa di un campo innovativo che l’ha portata ad avere clienti internazionali, come in Canada e negli Stati Uniti. L’azienda ha da tempo collaborazioni in Alto Adige, ma ora ha deciso di trasferire qui per intero l’attività. Entro fine aprile sposterà la sede legale a Bolzano, e anche il fondatore e i collaboratori si trasferiranno con le famiglie nella città che sta diventando particolarmente attrattiva per chi vuole fare ricerca scientifica all’avanguardia.

«Abbiamo deciso di trasferirci da Brescia a Bolzano perché vogliamo radicarci in un territorio in cui crediamo, come crediamo nella possibilità di sviluppo innovativo che questa terra offre, nelle tradizioni che qui si coltivano e nella qualità della vita», afferma Bariselli.

Tutto è cominciato con una lettera inviata in settembre a Bls, l’agenzia di sviluppo territoriale dell’Alto Adige ora confluita in Idm (qui l‘intervista a Hubert Hofer che illustra i servizi di Idm per le aziende altoatesine), per raccontare chi sono e cosa fanno. Ora  hanno fatto richiesta per un ufficio al Tis Innovation Park di Bolzano e hanno già iniziato ad operare con realtà locali entusiaste della loro tecnologia. «Ci definiscono “un caso da convegno”», racconta Bariselli.

Che cosa fa Thimus?

«Lavoriamo da quasi cinque anni in questo campo, quindi non possiamo definirci una vera e propria startup, anche se molti ci chiamano così», racconta Bariselli.

Thimus usa strumenti e metodi propri delle neuroscienze per valutare le reazioni emotive e cognitive dei consumatori. I dati biometrici, sia fisiologici che neurologici, generalmente confinati ad uso clinico in laboratori di ricerca, vengono utilizzati in ambito commerciale per “analizzare il livello più profondo della interazione di un individuo con uno spazio, un oggetto o un’esperienza”. «Studiamo quello che passa nella testa della gente, per dirlo in parole povere», spiega il fondatore dell’azienda, che poi utilizza queste informazioni per aiutare i propri clienti a realizzare prodotti in linea con gli interessi dei consumatori.

Thimus si avvale di strumenti innovativi e tecnologici che permettono di prevedere le risposte degli utenti in un tempo molto breve, e questo consente di evitare insuccessi, sprechi o lungaggini organizzative che normalmente accompagnano la messa a punto di nuove proposte per il mercato. Inoltre, in questo modo è possibile lavorare con un campione di utenti inferiore ai parametri standard. Insomma, risparmiare tempo e denaro, aumentando l’efficacia del risultato.

Questo servizio è stato applicato con successo a compagnie aeree – per esempio per ottimizzare le cabine dei velivoli –, a ristoranti stellati, produttori di vino, designer di prodotti per il largo consumo, allestitori di spazi, tutti brand di lusso; e poi ovviamente al web.

Presente e futuro di Thimus

Nel 2016 Thimus ha vinto il concorso internazionale Premio Soldera realizzando la miglior ricerca scientifica in ambito enologico e vitivinicolo, realizzata utilizzando le tecniche delle neuroscienze e utile per indirizzare le vendite. La premiazione – che si è svolta il 24 febbraio a Roma, a Montecitorio – è stata “una soddisfazione immensa, enorme, non solo per il valore del lavoro, ma per il riconoscimento ufficiale del potere e dell’efficacia delle neuroscienze applicate”.

Per ora Bariselli e i suoi collaboratori utilizzano devices di cui non sono proprietari, ma che acquistano da altri. Ma è in cantiere un progetto biennale di sviluppo che li porterà a produrre da soli queste proprietà, in modo da realizzare nuove tecnologie da sfruttare nei loro studi.

In attesa del via libera da parte del Tis per aprire il nuovo studio, Bariselli e colleghi saranno presenti all’Innovation Park di Bolzano mercoledì 13 e giovedì 14 aprile con uno stand dove racconteranno in che cosa consiste concretamente il loro lavoro attraverso materiale informativo ed esempi di interessanti casi reali.

Ecco un video che racconta il lavoro di Thimus. I fattori ambientali come luce e musica possono influenzare il nostro umore? Il test è stato eseguito su un boeing 767 di un cliente per definire la perfetta combinazione lights & sounds. Nel clip, il setup dell’EEG prima dei test, un device che permette di comprendere l’attivazione e l’intensità emotiva relativa ad un determinato stimolo.

Rebecca Travaglini

Leggi anche: Hofer: “Così Idm apre i mercati alle aziende altoatesine”

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