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IDM-Industrio: asse fra Trentino e Alto Adige per «lanciare» cinque startup

Pubblicato il 28 maggio 2018 in Innovazione, Territorio

5-startup-IDM-da-Industrio_©Industrio  

Generare energia in modo alternativo, prevenire gli attacchi di una malattia respiratoria, produrre innovativi alimenti funzionali e sviluppare la tecnologia della produzione di tessuti in canapa: sono cinque le startup altoatesine che hanno partecipato al programma di accelerazione proposto da IDM Alto Adige e Industrio Ventures di Rovereto. Al NOI Techpark di Bolzano le startup hanno potuto sviluppare i loro obiettivi che il 25 maggio sono stati presentati ai potenziali investitori del Trentino-Alto Adige presso gli spazi di Industrio. Per le startup poter partecipare a un programma di accelerazione significa avere la possibilità di fare delle proprie idee un’impresa: si riescono a svolgere in pochi mesi attività che normalmente necessiterebbero di molto più tempo e si ha la possibilità di conoscere e confrontarsi con investitori privati. Idee valide, modelli di business replicabili sul mercato, gruppi di lavoro convincenti e buone capacità di comunicazione aprono le porte al dialogo tra giovani imprenditori e investitori. «Il programma di accelerazione che abbiamo organizzato con Industrio e la possibilità di presentarsi a degli investitori sono state delle preziose opportunità per le cinque startup» afferma Petra Gratl, responsabile dell’incubatore d’imprese di IDM, che sottolinea: «Industrio è l’unico acceleratore di industrie manifatturiere in regione che fa crescere rapidamente le aziende in modo sostenibile presentandole poi a potenziali investitori».

Cinque aziende per cinque idee innovative

Le idee da finanziare spaziavano tra varie tematiche: BPCO media sta sviluppando un dispositivo medico per prevenire gli attacchi della broncopneumopatia cronica ostruttiva, la quarta causa di morte in Europa; gli impianti della HBI trasformano in sole cinque ore gli scarti organici in energia; Veil Energy ha elaborato speciali algoritmi per generare energia elettrica dalla differenza di temperatura; Kaanabo ha trovato il modo di recuperare il fusto della canapa, che di solito viene scartato, e di trasformarlo in fibra grezza per tessuti direttamente sul campo dell’agricoltore. Nonnatech sta invece sviluppando integratori alimentari funzionali e probiotici a base di succo di frutta. Alessia Mortari, tra le fondatrici di Nonnatech, afferma: «L’acceleratore d’impresa è stata un’esperienza sorprendente. Ci hanno fatto rivalutare il nostro modello di business facendocelo vedere da diverse angolazioni in modo critico e costruttivo. Per esempio, ci hanno dato il compito di parlare con i potenziali clienti, cosa che non avevamo ancora fatto. Così abbiamo scoperto che il nostro prodotto ha molte più possibilità di quelle che pensavamo».

Il programma di accelerazione

Il programma di accelerazione dura un periodo di tempo predefinito, in questo caso tre mesi da marzo a maggio 2018. A partire da un’idea di business già abbozzata, si inizia dal supporto nello sviluppo prodotto e nella sua validazione sul mercato: si tratta di trovare il target giusto e di fare il primo test di mercato. In seguito si perfeziona il modello di business e infine si prepara il team per affrontare gli investitori negli spazi di Industrio. «Durante il coaching di tre mesi le cinque aziende hanno dovuto mettersi in gioco nell’acceleratore per aumentare la propria consapevolezza sul tipo di prodotto e di mercato da affrontare» afferma Gabriele Paglialonga, direttore generale di Industrio nonché membro del comitato consultivo «Innovazione/Export» di IDM. «Tutti hanno un ottimo progetto, passione e competenze dal punto di vista tecnico, anche se c’è margine di crescita sulle competenze commerciali: nessun team è “impreparato” rispetto al proprio obiettivo di sviluppo e questo è un ottimo segnale» conclude Paglialonga.

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