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Appalto all’ospedale, Tar ribalta verdetto. Cna: «Così si boccia la qualità»

Pubblicato il 21 novembre 2017 in Imprese

costruzione appalti  

CNA-SHV esprime preoccupazione su quanto accaduto recentemente per un appalto di manutenzione degli impianti elettrici dell’ospedale di Bolzano. Si tratta di una gara al massimo ribasso, assegnata in un primo momento a un’impresa di Bolzano, la Bressan snc, che ha presentato un’offerta con un ribasso del 37%. L’assegnazione era avvenuta dopo l’esclusione di un’impresa di fuori provincia, che aveva presentato un’offerta con un ribasso del 53%, ritenuto anomalo. Un ricorso al Tar della ditta esclusa, però, ha ribaltato il verdetto della commissione di gara, assegnando l’appalto all’azienda di fuori provincia con il suo elevato ribasso.

«Questa vicenda – commenta Claudio Corrarati, presidente della CNA-SHV – mette in luce ancora una volta come il sistema e le regole in vigore spesso tolgano occasioni di lavoro alle imprese del territorio perché i criteri e i parametri di assegnazione non premiano le aziende che applicano contratti di lavoro che non solo permettano di eseguire lavori di qualità, ma anche ai dipendenti di percepire stipendi dignitosi. Vengono così penalizzati sia i lavoratori sia i datori di lavoro che perdono commesse e rischiano di non avere continuità lavorativa sul territorio».

«Da una parte – prosegue Corrarati – il Consiglio provinciale approva con serietà criteri per la filiera corta negli appalti, che porta indubbi vantaggi alle aziende locali, all’occupazione, all’ambiente e più in generale all’economia; dall’altro lato, però, assistiamo a casi, come quello dell’appalto dell’ospedale di Bolzano, in cui il Tribunale amministrativo non tiene conto degli orientamenti recenti del legislatore e spalanca le porte ad un’azienda di un altro territorio che ci risulta applichi un contratto di lavoro stipulato con rappresentanze datoriali e sindacali non rappresentative sul territorio nazionale».

Lucio Bressan, titolare della Bressan snc insieme ai fratelli, aggiunge: «Proviamo rammarico per quando accaduto perché siamo un’azienda radicata sul territorio, abbiamo sempre formato i dipendenti con elevata qualificazione, garantiamo ai nostri collaboratori l’applicazione di contratti di lavoro adeguati che tengano conto anche del costo della vita in Alto Adige, effettuiamo servizi senza aver mai ricevuto contestazioni. Ci stupisce il fatto che, in fase di aggiudicazione, siamo stati chiamati a giustificare i nostri costi in relazione ai contratti di lavoro, salvo poi prendere atto che quanto da noi esibito evidentemente non è stato tenuto in considerazione, visto che con sentenza del Tar la gara è stata assegnata ad una ditta che applica un contratto di lavoro diverso dal nostro, che prevede stipendi sensibilmente più bassi».

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