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Scuola, Tommasini lancia il «modello Langer»: attività comuni italo-tedesche

Pubblicato il 20 agosto 2018 in Territorio

scuolaitaliana  

«Dobbiamo andare oltre i gemellaggi e prevedere in modo sistematico un incontro tra gli studenti delle scuole italiane e tedesche». Lo ha detto il vicepresidente della giunta Christian Tommasini, tracciando, assieme alla Sovrintendente Nicoletta Minnei, un bilancio dei progetti dedicati al plurilguismo. Per quanto riguarda i gemellaggi, Tommasini ha fornito qualche cifra. «Se pensiamo – ha detto – che gli scambi scolastici tra scuole italiane e tedesche oggi coinvolgono il 90 per cento dei ragazzi, tutti possono rendersi conto di quanti passi avanti siano stati fatti. Ma si può fare ancora uno scatto in avanti, sul modello della scuola Langer, dove una parte delle attività curricolari viene fatta in comune tra bambini delle sezioni italiane e bimbi delle sezioni tedesche. Questo schema, molto efficace, – ha aggiunto Tommasini – permette una vera possibilità di scambio e conoscenza. Vorrei che ogni scuola di lingua italiana avesse una scuola-partner con cui condividere materie curricolari, come la musica, la ginnastica o delle attività complementari».

«I bambini – ha spiegato la dirigente della Scuola Langer Carmela Grassi – fanno attività in comune, alcune classi, per esempio, hanno la giornata sportiva in comune; anche le attività di alfabetizzazione di seconda lingua che siano in italiano o in tedesco vengono svolte in comune, Varie progettualità nel corso dell’anno, svolte in maniera flessibile.  Dal prossimo anno scolastico, inoltre, i potenziamenti linguistici riguarderanno storia, geografia e scienze». La dirigente ha infine sottolineato che l’approccio generale va oltre il concetto di apprendimento linguistico, ma «ma permette di costruire convivenza, nel modo in cui avrebbe voluto lo stesso Alexander Langer».

scuolaconferenza

Conoscenza delle lingue

Dalla documentazione fornita dalla Sovrintendenza si evince che nella scuola primaria in lingua italiana oltre il 50% degli alunni ha un’esposizione alla lingua tedesca L2 tra le 7 e le 9 ore settimanali; il 25% delle scuole primarie supera addirittura le 10 ore settimanali. Nelle scuole secondarie, ogni scuola offre, oltre alle ore previste per tedesco L2 e inglese L3, ulteriori momenti di potenziamento linguistico, sia tramite laboratori e progetti interdisciplinari, sia con lezioni svolte con metodologia Clil. Lo sviluppo della lingua inglese, ha aggiunto Tommasini , «è partito con programmi specifici fin dalle scuole per l’infanzia, dal 2016/17 un’ora per tutte le sezioni, nelle scuole primarie e medie con un incremento delle ore settimanali e, nelle superiori, con l’allestimento di sezioni internazionali che portano gli studenti alla certificazione Cambridge».

Certificazioni

Nel rapporto Astat n. 38/2018 – evidenzia La Sovrintendenza – viene sottolineato come più della metà degli iscritti abbia conseguito una certificazione linguistica. Il rapporto mette in luce, inoltre, il picco di successo nella fascia 14-19 anni con una percentuale di successo pari al 43,35 per il livello C1 del quadro di riferimento europeo. «E sono ormai più di 8.000 ragazzi hanno ottenuto le certificazioni» ha detto Minnei. La Sovrintendente ha quindi ricordato che sono oltre 2000 le “coppie linguistiche” create nell’ambito del Centro multilingue, e di queste ben 140 sono costituite da studenti; 33, inoltre, i ragazzi che hanno frequentato l’anno scolastico in una scuola tedesca, 50 quelli che hanno partecipato ai soggiorni trimestrali in Germania e 60 hanno frequentato l’anno all’estero. «Si tratta di numeri – conclude Tommasini – che sembrano piccoli se presi singolarmente, ma se si sommano di anno in anno ci si rende conto che i ragazzi con una formazione plurilingue diventano migliaia, e questo lo possiamo vedere empiricamente andando a vedere i risultati delle certificazioni linguistiche».

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