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Rottamare i diesel, la proposta di Cna: utilizziamo gli utili della A22

Pubblicato il 10 novembre 2018 in Infrastrutture, Territorio

Tavola rotonda 2  

Rottamare i diesel con gli utili dell’A22. È questa la proposta lanciata da Piero Cavallaro, referente della Cna Fita Trentino Alto Adige, la categoria dell’autotrasporto dell’Unione Artigiani, nel corso della tavola rotonda di Cna-Shv Mobility svoltasi alla Gasser Srl di via Di Vittorio a Bolzano. Una «rottamazione green» dei veicoli diesel che saranno bloccati per i provvedimenti contro l’inquinamento di ossidi di azoto, prevedendo incentivi alle imprese che acquistano mezzi ecocompatibili attraverso gli utili di Autobrennero erogati agli azionisti, in particolare le Province di Bolzano e Trento.

Rottamare i Diesel: una «strage in pochi anni»

Claudio Corrarati, presidente della Cna-Shv, ha spiegato il quadro in cui è maturata la decisione di organizzare un convegno tecnico e politico allo stesso tempo: «Abbiamo necessità di informare gli imprenditori su cosa accadrà a breve, medio e lungo periodo. Sappiamo che, in base alla direttiva europea, recepita dallo Stato e, a cascata, dalle Province autonome e dalle Regioni, occorre bloccare i veicoli Euro 0, Euro 1, Euro 2 di ogni tipo e gli Euro 3 diesel, ritenuti responsabili dell’inquinamento di ossidi di azoto. Il Comune di Bolzano ha previsto il blocco di questi veicoli dall’1 luglio 2019, concedendo una deroga ai veicoli delle imprese che si fermeranno dall’1 gennaio 2020. Tenendo conto di un sondaggio effettuato tra gli associati, il 10% ha veicoli Euro 2, il 25% veicoli Euro 3. In pratica, dall’1 gennaio 2020 il 35% dei mezzi delle nostre imprese non potrà circolare. Il Piano provinciale per la qualità dell’aria prevede, in caso di emissioni ancora alte, il blocco degli Euro 4 nel 2021 e degli Euro 5 nel 2023: rischiamo di veder fermare entro il 2023 ben l’87% dei mezzi delle micro, piccole e medie aziende. Quali sono le alternative? Quali mezzi è possibile comprare con garanzia di poter circolare per almeno 15 anni? E quali infrastrutture viarie verranno realizzate per consentire ai mezzi delle aziende di non restare per ore e ore imbottigliati nel traffico? La qualità dell’aria è prioritaria, ma per le piccole aziende un veicolo è un costo elevato da sostenere».

Rottamare i diesel: cosa fa il Comune di Bolzano

L’ingegner Ivan Moroder, direttore dell’Ufficio Mobilità del Comune di Bolzano, ha lanciato la proposta di un tavolo tecnico permanente con associazioni di categoria ed imprenditori del settore per monitorare passo dopo passo i provvedimenti che verranno presi dall’Amministrazione. Ha inoltre spiegato che la città, che ospita tutti gli uffici pubblici e privati più importanti della Provincia, è l’unico centro privo di una circonvallazione e subisce, ogni giorno, l’arrivo di 90.000 persone dalle direttrici di Laives, Appiano, Sarentino, Bressanone, Merano e dall’Autobrennero. I bolzanini sono già molto virtuosi, visto che il 33% si sposta a piedi, il 27% in bicicletta, il 9% in bus. Rimane un carico enorme di auto private di fuori città che rallenta anche l’attività delle imprese. Inoltre è aumentata la presenza dei turisti. L’intervento in corso di realizzazione è il Metrobus dall’Oltradige, con corsie preferenziali su viale Druso, che però servirà anche i 35.000 bolzanini che gravitano su questo asse viario. Saranno realizzate 12 piazzole di carico e scarico per le imprese, come proposto da Cna-Shv con sensori che indichino online quali sono libere e quali occupate. Nel frattempo si sta lavorando alla progettazione del tram che collegherà la stazione ferroviaria centrale con quella di Ponte Adige, che sarà uno snodo con ampio parcheggio per chi arriva da Oltradige e MeBo. Il tram passerà da piazza Mazzini, piazza Adriano, viale Druso, Ospedale. Il sindaco di Bolzano, Renzo Caramaschi, ha mostrato i tanti investimenti infrastrutturali previsto nel piano Agenda Bolzano, sottoscritto a settembre con la Provincia, che prevede un miliardo di euro di investimenti. «Abbiamo 90.000 pendolari al giorno e infrastrutture ferme da 30 anni – ha premesso il sindaco – oltre ad un territorio ridottissimo. L’obiettivo è liberare le strade da pendolari e turisti per far lavorare meglio le imprese». Entro tre anni saranno pronti sovrappasso e sottopasso di via Einstein, che porteranno le auto in transito direttamente verso A22 e MeBo, anche grazie ad un nuovo ponte sull’Isarco. Fondamentale sarà la galleria di Monte Tondo che convoglierà i veicoli che arrivano da Sarentino e San Genesio verso la viabilità di scorrimento, senza attraversare la città. Occorreranno 12 anni, invece, per spostare il tracciato dell’Autobrennero in galleria e recuperare l’attuale viadotto, trasformandolo in circonvallazione di competenza provinciale. «La priorità ha aggiunto – rimane scendere dagli attuali 60 microgrammi di ossidi di azoto che registriamo in città a 40 microgrammi, o anche meno, come prevede la legge. Ne va della salute dei cittadini».

Rottamare i diesel, l’alternativa elettrica

L’ingegner Massimo Minighini, responsabile Smart Mobility di Alperia, si è soffermato sulla mobilità elettrica, illustrando gli incentivi provinciali, in vigore a Bolzano e Trento, per l’acquisto di mezzi elettrici per le imprese, alimentati da energia rinnovabile come quella che produce Alperia. Minighini ha sottolineato l’impatto ecologico dei mezzi elettrici anche sull’inquinamento acustico, poi ha mostrato la rete di colonnine di ricarica in Alto Adige, 100 pubbliche e 180 private, che sarà potenziata ulteriormente. Inoltre Alperia sta facendo pressione su tutti gli enti e le società pubbliche altoatesini per cambiare il parco mezzi, acquistando veicoli elettrici: la stessa Alperia ha 50 veicoli elettrici su 360 in dotazione. Molto chiaro Alex Gasser, titolare della Gaser srl: «Stiamo ospitando il convengo in un salone in cui sono presenti solo veicoli diesel free. Riteniamo che l’unica alternativa concreta al diesel sia il gas naturale, come indicato il 17 maggio dall’Ue. Ci sono interessanti contributi sfruttabili, ma quel che più conta è che i veicoli a gas naturale o biogas, rispetto ai diesel di ultima generazione, abbattono le PM10 del 99%,  gli ossidi di azoto del 60%, la CO2 fino all’85%, ridotto anche l’inquinamento acustico. La politica parla di mobilità sostenibile, noi di trasporto sostenibile perché per un artigiano, un imprenditore, un veicolo è un costo e deve poter circolare almeno 10 anni. Ci serve una visione di lungo periodo».

Rottamare i diesel: la proposta di Cna

Piero Cavallaro della Cna Fita ha tratto le conclusioni: «La viabilità è esplosa per il pendolarismo, per le consegne delle merci acquistate online, per la carenza di infrastrutture viarie e, come ha informato il sindaco Caramaschi, quelle nuove saranno realizzate in un arco di tempo fra 3 e 12 anni. Ed in più i nostri artigiani e imprenditori devono trovare una soluzione per cambiare i veicoli destinati a rimanere bloccati. Tutto questo ha un costo che non si può scaricare solo sulle imprese, soprattutto quelle piccole e micro, che sono la stragrande maggioranza. Proponiamo di incentivare l’acquisto di veicoli ecocompatibili con misure semplici, come sconti sui pedaggi e transito autorizzato sulle corsie preferenziali, e con misure più complesse, tutte da studiare, come una rottamazione green finanziabile con gli utili di A22, per consentire alle Province autonome, azioniste di maggioranza della nuova società autostradale interamente pubblica, di erogare contributi finalizzati alla riduzione dell’inquinamento».

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