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Rifugio Vittorio Veneto, cantiere a oltre 3.000 metri: aprirà nel 2018

Pubblicato il 15 agosto 2017 in Imprese

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Rifugio Vittorio Veneto in Valle Aurina, proseguono a pieno ritmo a oltre tremila metri i lavori per il nuovo edificio. I lavori esterni dovrebbero essere terminati entro l’autunno mentre l’apertura è prevista per il luglio del 2018. Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha affrontato un’escursione impegnativa alla vigilia di Ferragosto per visitare il cantiere pubblicando un’ampia galleria di foto sulla sua pagina Facebook. «Arrivati, dopo tre ore e mezza di cammino, al nuovo Rifugio Vittorio Veneto al Sasso Nero in Valle Aurina. Sono stato colpito dalla qualità dei lavori finora eseguiti. Massimo rispetto per i nostri artigiani e costruttori edili, che a 3.000 metri di altezza e con qualsiasi condizione climatica, sono impegnati a concludere i lavori entro l’autunno» ha scritto il Landeshauptmann.

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Rifugio Vittorio Veneto: il progetto

La Schwarzensteinhütte, questo il nome in tedesco del rifugio Vittorio Veneto al Sasso Nero, è passato dallo Stato alla Provincia nel 2011 in condizioni molto precarie tali da decidere demolizione e ricostruzione. Il progetto firmato dagli architetti Helmut Stifter e Angelika Bachmann di Falzes prevede un edificio compatto che ha già preso forma, con poca cubatura, distribuito su quattro livelli e con un grande uso del legno sia all’esterno che all’interno. I lavori sono stati avviati la scorsa estate, e il rifugio, che ricade nel territorio comunale di San Giovanni in Valle Aurina, a quota 2.923 metri, è stato spostato di un centinaio di metri rispetto all’ubicazione tradizionale per evitare problemi di natura geologica.I lavori iniziati nel 2016 sono ripartiti nel mese di luglio di quest’anno, dopo la pausa dovuta alla neve.

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Rifugio Vittorio Veneto: la storia

Il rifugio Vittorio Veneto al sasso nero (Schwarzensteinhütte)  fu costruito dalla sezione Leipzig del DÖAV (Deutsche Österreichische Alpenverein) e venne inaugurato l’8 agosto 1895. Dopo la prima guerra mondiale fu occupato dallo stato italiano a scopi militari. Nel 1926 l’immobile fu affidato al CAI (sezione Vittorio Veneto), negli anni ’60 venne nuovamente usato per scopi militari e solo nel 1979 fu affidato nuovamente alla sezione di Brunico del CAI.

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