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Rete Economia, appello a IDM: «Sostenere le Pmi di fondovalle»

Pubblicato il 10 aprile 2019 in Territorio

bolzano sud  

Strategie e interventi che sostengano e facciano crescere le micro e piccole imprese, in particolare quelle dei centri urbani di fondovalle, in testa il capoluogo Bolzano. È quello che i rappresentanti delle cinque associazioni riunite in rete Economia-Wirtschaftsnetz (CNA-SHV, Confesercenti, CooperDolomiti, Legacoopbund e Confcooperative Alto Adige) hanno chiesto a Erwin Hinteregger, nuovo direttore di IDM Südtirol, nell’ambito di un incontro conoscitivo che si è svolto nella sede di CooperDolomiti, in via Galileo Galilei a Bolzano, alla presenza anche di Cristina Larcher, rappresentante RE-WN in seno al cda di IDM.

Il direttore ha sintetizzato la sua esperienza lavorativa.  Originario di Luson, laureato in Economia e Commercio a Verona e specializzatosi a Londra in Marketing e Business internazionale, Hinteregger ha lavorato con incarichi dirigenziali a Barcellona (Spagna) e Chicago (Usa) per il colosso dolciario Mars, sempre negli Usa per Luxottica, a Montreal (Canada) per Aldo Group e infine a Amburgo (Germania) per Tchibo. Adesso ha colto l’opportunità di tornare in Alto Adige. «In 20 anni – ha sottolineato – il Sudtirolo è cresciuto notevolmente in tutti i settori: turismo, commercio, industria, artigianato, agricoltura, servizi. Crescita dimensionale unita a qualità dei prodotti. Oggi per avere successo o si è nella fascia discount-prezzi bassi o in quella premium con prodotti e servizi di alta qualità e prezzi adeguati. IDM, dopo lo scorporo del NOI Techpark, si sta riorganizzando. L’obiettivo è rafforzare il ruolo di motore dello sviluppo economico sostenibile dell’Alto Adige. Verrà implementata l’attività del marchio ombrello e dei prodotti di qualità. Idem per la Film commission e la promozione della location. Vogliamo sviluppare il sostegno all’innovazione, riferita allo sviluppo olistico di tutte le imprese, mentre il Techpark si concentrerà sui settori di eccellenza».

Dal confronto con le associazioni di Rete Economia, il direttore Hinteregger ha potuto cogliere spunti preziosi per l’attività futura di IDM. Mirco Benetello (Confesercenti) ha manifestato la necessità di «coinvolgere le micro e piccole imprese del commercio, del turismo e dei servizi in un processo di crescita, digitalizzazione e innovazione senza perdere la loro autenticità». Heini Grandi (Legacoopbund) ha evidenziato «il ruolo dell’innovazione sociale che è proprio della cooperazione». Giuseppe Avolio (CooperDolomiti) si è soffermato sull’opportunità «di azioni di marketing territoriale che facilitino il ritorno a casa dei giovani cervelli che si laureano all’estero o in altre province italiane, agevolando la cooperazione come prima forma di impresa».

Günther Schwienbacher (CNA-SHV) ha puntato i fari sulla “quasi quarantennale crescita economica delle valli, grazie alle politiche mirate della Provincia, a scapito dei centri urbani, che perdono piccole imprese e occupati”. Andrea Grata (CooperDolomiti) ha aggiunto «la sempre maggiore importanza delle imprese sociali, culturali, sanitarie, del welfare che rientrano nello sviluppo antropocentrico dell’economia». Claudio Corrarati, coordinatore di Rete Economia-Wirtschaftsnetz, ha sintetizzato: «La nuova mission di IDM, azienda speciale pubblica, è stimolare i privati, mentre fino ad ora sono stati i privati a stimolare la pubblica amministrazione. Ogni anno la Provincia stanzia appena 6 milioni di euro per i contributi riservati agli investimenti delle micro e piccole imprese. In un anno, parallelamente, IDM investe 66 milioni di euro per promuovere le esportazioni, le fiere, il sostegno alle imprese. Il problema è che l’attività di IDM non è su misura per le micro e piccole imprese, in particolare quelle dei centri urbani di fondovalle. Crediamo che l’azienda speciale debba uscire dal meccanismo “vendiamo all’estero e portiamo turisti nelle Dolomiti”, per avviare strategie che sostengano le imprese locali anche sul mercato interno e nelle regioni vicine». Letizia Lazzaro (Rete Economia Donna) ha dato la disponibilità del neonato coordinamento femminile di RE-WN per sviluppare programmi di IDM a sostegno dell’imprenditoria femminile.

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