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Efficienza e innovazione in agricoltura: i primi ricercatori «Out of the lab»

Pubblicato il 8 marzo 2018 in Innovazione

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Fuori dal laboratorio e perfettamente a loro agio, capaci di far arrivare a tutti la scienza. Ed in fondo è proprio questo lo scopo di «Out of the lab», l’iniziativa che porterà – da qui a maggio – dodici ricercatori a contatto con il pubblico. Nel primo di sei appuntamenti si è parlato di efficienza energetica e lotta agli insetti che danneggiano l’agricoltura. Vi siete mai chiesti che cosa facciano tutto il giorno quegli «strani» individui che si definiscono ricercatori? Magari molti di noi conservano un’immagine stereotipica dello “scienziato”, delle persone che si occupano di scienza: probabilmente col camice bianco addosso, e circondato da microscopi e altri insoliti aggeggi. Ma esattamente che cosa vuol dire fare ricerca? Che cos’è che “ricercano” queste persone? Mercoledì 7 marzo ha infatti avuto inizio una serie di sei incontri, che avranno cadenza bisettimanale e termineranno mercoledì 16 maggio, nel contesto dei quali una squadra di dodici giovani ricercatori, attivi nei locali istituti scientifici, porteranno “fuori dal laboratorio” – da qui il titolo dell’iniziativa – quello che è la loro quotidianità: le attività di osservazione che svolgono, i progetti in cui fanno confluire tempo, energie e risorse, in cui devono costantemente saper impiegare l’enorme sapere acquisito negli anni di formazione accademica, e da ultimo – ma non per questo meno importante: al contrario – gli obiettivi concreti che vogliono raggiungere, ovvero l’utilità sociale che dal loro lavoro deriva.

Le due testimonianze

Gioacchino Morosinotto, ingegnere delle energie, ha spiegato la sua attività di ricerca partendo da una narrazione soltanto apparentemente fuori luogo di una sventura recentemente capitatagli: una panne della sua auto che l’ha resa del tutto inutilizzabile. Da qui le riflessioni e il botta e risposta coi presenti, giocosamente pregati di fornire qualche buon consiglio per l’acquisto di un nuovo veicolo, si sono evoluti fino all’individuazione in gruppo di quattro fattori determinanti per l’efficienza di un impianto – ovvero di un sistema di macchine in grado di eseguire varie funzioni attraverso una complessa interazione automatica e con l’utente (stiamo parlando di automobili, ma – per fare un altro esempio – anche di climatizzatori).

I quattro fattori definiti col l’ausilio del pubblico sono: le condizioni di lavoro dell’impianto (cioè quale uso si intende fare della macchina), le condizioni climatiche (ovvero il quando e il dove), la manutenzione (vale a dire il livello di cura che viene prestato alla facilitazione di un corretto svolgimento delle azioni previste per ogni componente del sistema) e il fattore umano (ovvero un difficilmente definibile insieme di variabili legate all’influenza che l’interazione con l’utente dell’impianto può esercitare sull’attività di quest’ultimo). «Sto cercando di mettere insieme tutti questi fattori, per non dover aspettare fino all’istallazione di un determinato impianto presso un utente prima di poter scoprire se funzioni bene oppure no – ha riassunto l’ingegnere padovano  – L’idea è che questo va capito prima: costruendo prototipi da testare in laboratorio, per poter così osservare, quindi quantificare, l’entità dell’influenza che questi fattori apportano al prodotto». Affinché tutto ciò sia realizzabile, il NOI Techpark tra qualche mese darà inizio all’edificazione di una vasta area dedicata alla sperimentazione ingegneristica, che sarà dotata di enormi celle climatiche in grado di simulare le più svariate condizioni ambientali, e non solo, a cui i diversi prototipi hi-tech oggetto di osservazione da parte del team di ricerca per le energie rinnovabili potranno essere sottoposti.

Protagonista del secondo intervento della serata, tenuto da Hannes Schuler, esperto di scienze dell’agricoltura e fitomedicina, è stato un batterio. Sì, avete letto bene: più precisamente una famiglia di batteri intracellulari di nome Wolbachia, i quali per assicurarsi la sopravvivenza manipolano la riproduzione – quindi stabilendosi all’interno delle gonadi – delle specie che li ospitano: circa un milione tra insetti, ragni, crostacei e vermi. Le vittime di questa manipolazione sono sempre i maschi dell’organismo ospite. A seconda del tipo specifico di Wolbachia e della specie ospite coinvolta, infatti, i maschi vengono uccisi o convertiti in femmine, oppure gli si impedisce di fertilizzare con successo le uova delle femmine non infette. Alcuni scienziati hanno addirittura fatto luce sulla biologia e sull’evoluzione di questi simbionti, decifrando e analizzando il genoma di una varietà modello di Wolbachia che infetta il moscerino della frutta. Il lavoro di Hannes consiste principalmente nello studio delle simbiosi tra insetti dannosi per l’agricoltura e batteri come questi. «Con l’ausilio di metodi genetici analizzo i batteri che aggrediscono questi insetti nocivi, cercando di capire come funzioni il loro modo di attaccare i diversi organismi» ha sintetizzato lo studioso.

La Provincia Autonoma di Bolzano è un territorio consapevole dell’importanza vitale che le attività di ricerca scientifica hanno per il mantenimento e la crescita del benessere pubblico, come dimostra la presenza di ben cinque enti locali che se ne occupano. Basti dire che i dodici giovani scienziati che in occasione di Out of the Lab hanno intrapreso il ruolo di storyteller, narratori di se stessi e del proprio lavoro, provengono da ben nove diversi istituti.

L’intera serie di questi eventi di divulgazione scientifica in forma di aperitivo culturale si terrà al NOI Techpark, che già in occasione della “première” è stato confermato come location adatta e particolarmente apprezzata dai molti che, incuriositi, hanno deciso di prendere parte alla serata. Atmosfera accogliente, design minimalistico, pratico, confortevole: «il NOI è un luogo per tutti» ricorda Hubert Hofer, responsabile del dipartimento per lo sviluppo di IDM Südtirol, «in particolare offre molti spazi aperti e attrezzati a chi coltiva idee innovative e necessita di strumenti hi-tech – come stampanti 3D – per realizzare i propri progetti: al NOI si fa ricerca, al NOI si fa business». «Out of the lab» è un’iniziativa IDM Alto Adige, azienda speciale della Provincia Autonoma di Bolzano che gestisce il parco tecnologico NOI e cura lo sviluppo dell’economia locale, assieme alla cooperativa sociale Young Inside e con il sostegno dell’Ufficio politiche giovanili della Ripartizione cultura italiana.Qui tutti i prossimi appuntamenti di Out of he Lab: https://noi.bz.it/it/vivere/out-of-the-lab/eventi

(foto Riccardo Di Curti)

Raffaele Fabbri

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