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Ötzi, De Sica e gli altri: 1,5 milioni per sei film da girare in Alto Adige

Pubblicato il 11 novembre 2015 in Culture

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Sei nuove produzioni cinematografiche finanziate con 1,535 milioni di euro dalla Provincia di Bolzano. Lo ha deliberato ieri la giunta provinciale chiudendo così il terzo e ultimo call del 2015 del Fondo per le produzioni cinematografiche e televisive gestito dalla BLS (Business Location Sudtirol – Alto Adige). Cinque sono finanziamenti alla produzione, mentre in un caso si tratta di sostegno alla pre-produzione.

1. Iceman – Rache del regista Felix Randau viene finanziato con 560 mila euro: è la storia romanzata di Ötzi, l’uomo preistorico mummificato nel ghiaccio conservato al museo archeologico di Bolzano, ed è una co-produzione italo-tedesca. Così la sinossi: «Oltre 5000 anni fa, sulle Alpi dell’Ötztal, un uomo si allontana dalla sua famiglia per andare a caccia. Al suo ritorno trova la moglie e il figlioletto uccisi, la casa saccheggiata e si accorge che è stata rubata anche un’effige religiosa. Spinto dal desiderio di vendetta, si ripromette di trovare gli assassini della sua famiglia. L’uomo inizia così un’ardua odissea attraverso le montagne, dove sfiderà le forze della natura».

2. Hexe Lilli’s… eingesacktes Weihnachtsfest, del regista Florian Baxmeyer, si aggiudica 490 mila euro. Produzione tedesca, belga e austriaca, racconterà lo strano natale di Lilli, una bambina che riesce a far apparire in carne ed ossa il piccolo aiutante di San Nicolò (il Babbo Natale della tradizione germanofona).

3. I figli della notte – Children of the night, produzione italo-svizzera, è diretto da Andrea De Sica, giovane regista nipote del grande Vittorio. Finanziato con 400 mila euro, è la storia di Giulio, 17enne rampollo di buona famiglia spedito in Alto Adige in un collegio che odia. A salvarlo l’amicizia con Edoardo, con cui scoprirà che «di notte, un giorno a settimana, è possibile uscire dal collegio… bisogna solo stare attenti a non farsi vedere e rientrare prima dell’alba».

4. Das versunkene Dorf è un documentario che ripercorre la storia del “villaggio sommerso” di Curon Venosta, di cui tutti conoscono il celebre campanile, che spunta dalle acque del Lago di Resia. Lì «tra il 1948 e il 1950 la grande compagnia elettrica Montecatini fece costruire una gigantesca diga che fece unire i laghi di Resia e Curon sacrificando una parte del paese. Molti ettari di terra coltivata e più di 150 case furono sommerse dall’acqua. Molte famiglie rimasero senza passato e chi non si trasferì altrove andò a vivere nel nuovo paese di Curon, costruito più in alto rispetto al vecchio Paese». Il regista è l’austriaco Georg Lembergh, la produzione è altoatesina, il finanziamento ammonta a 35 mila euro.

5. Luis Trenker – ein Mann und seine Legenden. Ancora un documentario, questa volta su un uomo di cinema sudtirolese, Luis Trenken, nato a Ortisei nel 1892 e morto a Bolzano nel 1990, dopo una lunga carriera davanti e dietro la macchina da presa. A ripercorrere questa biografia del Novecento è la regista Karin Duregger, con una produzione austriaca e un sostegno BLS di 25 mila euro.

6. Tris, un film in co-produzione italo-tedesca di cui è finanziata la fase di pre-produzione con 25 mila euro. Una storia di grande attualità che parla di rifugiati: «Muhammad (32 anni), Rashid (24), entrambi siriani, e la giovane Sami (23), originaria dell’Eritrea, si conoscono in una situazione estrema – scrivono gli sceneggiatori Jan Zabeil, Fabian Möhrke e Andrea Leanza –. Sono sulla stessa barca di rifugiati che affonda al largo delle coste greche. I tre giovani però sopravvivono e decidono, nonostante le molte difficoltà, di rimanere uniti e affrontare insieme la loro fuga in Europa».

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