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Museion, il concerto per campanacci e mucche che fa infuriare gli animalisti

Pubblicato il 4 maggio 2018 in Culture

muccheter  

Un concerto che «non s’ha da fare». Oggetto del contendere: quindici – ignare – mucche, al centro dello scontro fra Museion e l’associazione «Fronte animalista». Proviamo a mettere ordine: Museion compie 10 anni e comincerà a festeggiare, sabato 5 maggio, con un’opera d’arte un po’ inusuale di Olaf Nicolai. Quindici mucche, con altrettanti campanacci, che daranno vita ad un concerto del tutto «casuale».

03_Museion_Carillon_Foto Herbert LangPer dirlo con le parole degli organizzatori: «#10YearsON prende il via ufficialmente sabato 5 maggio alle ore 11 con Carillon, il progetto speciale dell’artista Olaf Nicolai (1962, Halle/Saale, DE): suoni e visioni che mettono in collegamento la vocazione museale contemporanea di Museion con la realtà agricola e il paesaggio che lo circonda. Al centro di Carillon (2018) c’è una composizione musicale per 15 campanacci da mucca – ogni campana è un pezzo unico e ha un suono proprio. La composizione, intitolata “OUTSIDE IN”, è stata scritta dalla nota compositrice Isabel Mundry (1963, Schlüchtern, DE) e verrà eseguita in prima assoluta a Museion da Rainer Römer. Mentre all’interno del museo risuoneranno le note di questo speciale concerto, all’esterno, sui vicini prati del Talvera, sarà radunato un gruppo di bovini. Terminata l’esecuzione, ogni campanaccio sarà infatti apposto al collo di un vitello: inizierà così una seconda composizione, in forma libera e casuale durante l’alpeggio dei vitelli, nella zona di Salto/Salten (altipiano del Monzoccolo / Tschögglberg). Carillon si chiude con una passeggiata musicale con l’artista e cantanti dei “Neue Vocalsolisten” di Stoccarda nell’ambito del Festival Transart, il 30 settembre 2018».

Un’idea che non è andata giù a «Fronte animalista», che preannuncia un presidio di protesta. «Già è una sofferenza per i vitelli girare con quel coso ma se proprio uno vuol godersi lo spettacolo basta che salga vicino a una malga e magari gli capiterebbe di vederlo e ascoltarlo in natura il concerto… Quello che è da pazzi è portare in città una mandria come se fosse una macchina da scrivere da spostare da un tavolo all’altro». Da capire come andrà a finire. Certo che se vale l’antico detto comunicativo «bene o male purché se ne parli» probabilmente le polemiche aumenteranno i presenti al concerto.

Le mucche, interpellate, si limitano ad un enigmatico muggito.

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