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Mille imprese, 84 progetti di innovazione: così gli Ecosystem «accelerano» l’Alto Adige

Pubblicato il 15 giugno 2017 in Imprese, Territorio

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Quasi mille imprese coinvolte, in nove settori chiave che vanno dalle costruzioni all’Ict e automazione, passando per Salute e benessere. E ancora: 84 progetti di innovazione sostenuti, per un volume di contributi provinciali di 5 milioni di euro. Sono alcuni numeri degli Ecosystem di IDM, gli ecosistemi produttivi dell’economia altoatesina nei quali fornisce coordinamento e supporto l’azienda speciale creata da Provincia e camera di commercio di Bolzano.

«Un Ecosystem è una rete strategica e operativa di cui fanno parte aziende consolidate e start up, investitori – business angel o simili – università, enti di ricerca e sviluppo» spiega Andreas Winkler, responsabile del settore per IDM. Attraverso il suo sistema di supporto alla crescita, l’Alto Adige punta sugli ecosystem per colmare il suo gap in termini di competitività e innovazione rispetto alle più avanzate regioni europee. Winkler snocciola i dati: il Sudtirolo figura 19/esimo fra le 323 aree europee in base al Prodotto interno lordo. «Ma se guardiamo gli indici di competitività e innovazione – prosegue -, misurati su vari fattori, perdiamo posti in classifica. Occorre quindi un passo più: crescere nei settori dove siamo già forti. Facendo avanzare tutto il contesto».

L’ecosistema è per IDM un superamento del concetto di «cluster». «Mentre nel cluster – precisa Winkler – contano solo le aziende, nell’ecosistema tutti hanno importanza». Anche centri di ricerca – vedi Eurac e Fraunhofer ad esempio – istituzioni, università, investitori hanno un ruolo. «Se a crescere è tutto il sistema si migliorano le condizioni per le imprese» aggiunge il responsabile.

Nove le aree in cui si declina la Smart specialisation strategy, nella quale la provincia di Bolzano ripone le speranze per il futuro: edilizia (con 198 realtà private coinvolte), legno (79 aziende), protezione civile e sicurezza alpina (100), tecnologie sportive e invernali (40), che fanno parte della macroarea tecnologie alpine, e poi energia e ambiente (con 55 imprese), food (132), salute e wellness (188), Ict e automazione (136), automotive (22). IDM schiera un responsabile per ciascuna area, a cui possono rivolgersi le aziende locali e le imprese da fuori interessate a investire in Alto Adige, contando anche sul NOI Techpark, il parco tecnologico che aprirà in ottobre a Bolzano. «È una persona competente, incaricata di risolvere tutti i problemi delle aziende del settore – spiega Winkler, che è anche responsabile dell’ecosystem sports&winter technologies –, oltre che di fornire a queste ultime servizi precisi: dato che conosce gli altri attori del contesto, può mettere in rete le aziende. Le aiuta nell’insediamento e nella ricerca e sviluppo, nell’ottenimento di aiuti provinciali, nello sviluppo di nuovi prodotti e per il trasferimento di know how».

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L’assistenza riguarda anche la ricerca di nuovi capitali. Nel 2016 32 aziende sono state seguite nella loro ricerca di fondi privati dal servizio Private funding di IDM; 169 clienti (imprese, associazioni, istituti di ricerca, persone singole) hanno beneficiato della consulenza. IDM ha inoltre supportato le imprese locali per 84 progetti di investimento in innovazione, per un totale di contributi provinciali di 5 milioni di euro.

Tra le iniziative promosse da IDM la conferenza sul wellness e il convegno sugli impianti idroelettrici (entrambi nel maggio scorso). In corso la partecipazione al progetto ClusterX 2.0, che promuove la collaborazione fra i cluster europei. Gli ecosistemi di IDM possono anche fregiarsi dal dicembre 2016 del riconoscimento Silver label dello European Secretariat for cluster Analysis (Esca).

Stefano Voltolini

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