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Merano capitale della cultura, ecco la presentazione a Roma

Pubblicato il 6 febbraio 2018 in Agenda

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Una delegazione meranese guidata dal sindaco Paul Rösch e dal vicesindaco Andrea Rossi ha presentato lunedì pomeriggio 5 febbraio a Roma, davanti alla giuria nominata dal Ministero per le attività culturali e il turismo, la candidatura di Merano a capitale italiana della cultura 2020. All’insegna del motto “Merano, la piccola Europa d’Italia” gli amministratori comunali hanno cercato di convincere i membri della commissione delle peculiarità storico-culturali della città di cura. Per farlo si sono serviti, oltreché del dossier di candidatura di 60 pagine, anche di tre video – due dei quali affidati a testimonial d’eccezione, il presidente della Giunta provinciale Arno Kompatscher e lo scalatore Reinhold Messner – nonché delle “buone parole” spese, per iscritto, dai due cittadini onorari di Merano, lo scrittore Joseph Zoderer e il pianista jazz Franco D’Andrea. «Abbiamo sfruttato appieno l’occasione unica di presentare la nostra città e la nostra visione su un palcoscenico nazionale e credo sinceramente che l’impressione da noi lasciata sia più che buona», ha detto il sindaco Rösch.

L’audizione ha avuto luogo fra le 16:30 e le 18 nella sala Spadolini nella sede del Ministero per le attività culturali e il turismo di via del Collegio Romano. Della delegazione cittadina hanno fatto parte – oltre al sindaco Rösch e al vicesindaco Rossi – anche la direttrice della ripartizione cultura del Comune di Merano Barbara Nesticò, le funzionarie dell’Ufficio cultura Sarah Freimuth ed Elisabetta Rizzi, il responsabile del museo civico Tiziano Rosani, il presidente delle Terme e direttore artistico delle Settimane musicali meranesi Andreas Cappello, l’artista Ulrich Egger, il giornalista dell’ORF Patrick Rina e Fabio Rubini, che ha realizzato uno dei tre video promozionali. Per tenere cittadine e cittadini costantemente informati/e sullo sviluppo degli eventi, la delegazione è andata anche in diretta sulla pagina facebook MeranO2020.

La strategia perseguita dalla delegazione a Roma ha mirato a mettere in evidenza le due anime della città. «Il fatto che in riva al Passirio i due gruppi linguistici, quello italiano e quello tedesco, siano parimenti rappresentati ha reso Merano una sorta di piccola Europa d’Italia. E questo è anche il motto che ha ispirato la nostra candidatura», ha sottolineato il sindaco Rösch. E proprio perché non siamo solo italiani, abbiamo mostrato la ricchezza culturale di Merano come città di confine e quella dell’Alto Adige come terra di frontiera”, ha aggiunto Rösch. 

«Essere riusciti a entrare nella top ten delle città più quotate per il titolo è stato già un importante segno di riconoscimento per i tanti operatori culturali che hanno collaborato alla stesura del dossier. Oggi ci siamo impegnati a dare il meglio per far conoscere la vivacità culturale di Merano e la qualità dei nostri progetti. Adesso di tratta di incrociare le dita e di attendere il verdetto finale», ha dichiarato il vicesindaco Rossi.

Fra le iniziative programmate figura un congresso intitolato “Le Merano d’Europa”, un’officina del pensiero nell’area delle caserme, una nuova serie di concerti battezzata “cc – connection/concerts” e previste nell’ambito delle Settimane musicali meranesi, un’accademia degli alunni, ovvero una rete di interazione e comunicazione per tutti coloro che hanno frequentato le scuole a Merano. Il dossier elenca anche nel dettaglio gli investimenti che l’amministrazione intende attuare e che ammontano complessivamente a 12,6 milioni di euro. Con questi fondi verrà ad esempio finanziata la realizzazione di una nuova succursale della biblioteca a Sinigo (550.000 euro), di un sede per Ò.P.L.A., l’archivio dei libri d’artista per bambini (1,3 milioni di euro), di un collegamento diretto fra la cappella di Santa Barbaba e il Palais Mamming Museum (400.000 euro) nonché di un percorso sopra i tetti di Merano (350.000 euro)

Se la candidatura di Merano dovesse risultare vincente, l’Amministrazione comunale potrà avvalersi delle esperienze maturate nell’organizzazione degli eventi per il giubileo dei 700 anni. «Se Merano venisse eletta capitale italiana della cultura 2020, avremmo già la ricetta pronta: coinvolgere il più possibile le associazioni locali, i quartieri e la cittadinanza intera – ha osservato Rossi – Siamo tuttavia preparati anche al caso che la candidatura non dovesse andare a buon fine», ha assicurato il vicesindaco. «Ovviamente, nell’elaborare il programma, abbiamo fatto affidamento su contributi e sostegni che ci consentirebbero di effettuare maggiori investimenti nel settore culturale. Ma la maggior parte dei progetti sono già contemplati dal programma di governo 2015-2020. Quindi li realizzeremo, in un caso o nell’altro», ha concluso Rossi.

La commissione che ha esaminato la candidatura e le proposte meranesi è composta da Stefano Baia Curioni (presidente), Maria Luisa Polichetti, Antonia Pasqua Recchia, Francesca Cappelletti, Franco Iseppi, Cristina Loglio e Giuseppe Piperata. Tali membri sono stati designati nel dicembre 2017 dal ministro per la cultura Dario Franceschini. Fra le dieci città in lizza per il titolo di capitale italiana della cultura 2020 figurano, oltre a Merano, anche Agrigento, Bitonto, Casale Monferrato, Macerata, Nuoro, Parma, Piacenza, Reggio Emilia und Treviso. La vincitrice del concorso verrà resa nota ufficialmente il prossimo 16 febbraio.

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