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Marmolada, lotta Veneto-Trentino. Zaia: «Una triste questione economica»

Pubblicato il 25 settembre 2018 in Territorio

marmolada  

Il vento soffiava forte e ha portato con sé l’inasprirsi di una polemica che viaggia fra la politica, la storia e l’interesse economico. Il governatore del Veneto Luca Zaia ha portato i suoi consiglieri regionali sulla Marmolada, a Punta Serauta. Consiglio con voto di una mozione che difende la regina delle Dolomiti da quello che in Veneto chiamano «l’assalto del Trentino». Dopo il voto tutti in funivia per portare in vetta la bandiera veneta. E il leone di San Marco su sfondo rosso l’ha fatta da padrone non solo in vetta, ma lungo tutta la strada d’arrivo.

«Purtroppo oggi siamo qui a celebrare la storia di un paese in malora – ha detto Zaia -. Dopo 45 anni di cause e scartoffie per un presunto problema che non dovrebbe esistere, l’ufficio complicazione affari semplici ha colpito di nuovo. Ricorriamo convinti delle nostre buone ragioni contro una rideterminazione di confini da parte dell’Agenzia del Territorio che disattende anche il famoso Decreto Pertini del 1982 e il solenne Protocollo d’Intesa siglato nel 2002 tra Regione Veneto, Provincia Autonoma di Trento e i Comuni interessati». Il casus belli? La decisione dell’Agenzia del Territorio del luglio scorso. A sollecitarla erano stati, nel gennaio scorso, i Comuni di Canazei e Vigo di Fassa, assieme ai funzionari della Provincia di Trento, che avevano rivendicato la revisione dei confini catastali del massiccio della Marmolada a proprio favore e a scapito di quello di Rocca Pietore, in provincia di Belluno. Ed è in questa direzione che si è pronunciata l’Agenzia, scatenando l’ira del Veneto.

«E’ anche singolare – ha fatto notare Zaia – come questa Agenzia sia intervenuta modificando i confini mentre è ancora pendente al Tar il nostro ricorso contro la decisione presa da Canazei nel gennaio 2017 di disconoscere il Protocollo del 2002. Sia chiaro a tutti – ha incalzato il Governatore – che della Marmolada non è fregato a nessuno finché non sono arrivati gli impianti e le piste, e solo dopo è cominciato il valzer di carte e scartoffie. Sono un inguaribile ottimista – ha aggiunto Zaia – e spero si possa aprire una nuova fase di dialogo con gli amici trentini, come fu nel 2002. Certo è che, se si tratta di una questione di business, un accordo non si troverà mai, se invece ragioniamo di storia e identità, lo si trova subito. La partita non è chiusa, e la mozione in discussione oggi, che mi auguro sia votata all’unanimità, non è aria fritta, ma l’avvio della difesa dei diritti dei veneti e dei bellunesi».

Non è mancato, nell’intervento del Governatore, il riferimento alle storie di eroismo vissute su questa montagna: «Oggi portiamo quassù anche, ancora una volta, il ricordo dei caduti della guerra e delle sofferenze che gli uomini in divisa patirono su questi territori impervi. In fondo, questa assurda battaglia sui confini è un oltraggio alla loro memoria».

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