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L’aroma delle mele e il viaggio in moto: così i ricercatori si raccontano

Pubblicato il 17 maggio 2018 in Territorio

out of lab  

Non poteva mancare la mela, con i suoi aromi e profumi. Unita al viaggio in moto. Il filo che lega i due temi? Sono due storie di ricerca, le ultime due raccontate al NOI Techpark all’interno di «Out of the lab – La ricerca parla chiaro», la rassegna che ha visto 12 ricercatori diventare storyteller delle loro esperienze e condividere con il pubblico presente. Ultimo appuntamento mercoledì 16 maggio: nell’affollata serata conclusiva si sono divise il palco Giulia Chitarrini ricercatrice del Centro Laimburg e Anna Scuttari di Eurac Research, raccontando entrambe le loro storie che hanno visto come filo conduttore le emozioni e le sensazioni.

Il profumo della chimica

Nella prima parte dell’evento Giulia Chitarrini, biologa ricercatrice presso il laboratorio di aromi e metaboliti del Centro Laimburg, ha accompagnato il pubblico in un viaggio lungo gli aromi e i profumi delle mele. Alimento prezioso per l’economia e la cultura dell’Alto Adige, la mela viene mixata in laboratorio fino ad ottenere una purea per poter studiarne i composti più segreti. La biologa ha incentrato il discorso spiegando come avviene l’attività in laboratorio e cosa sono la Gascromatografia e la Spettrometria di Massa, e per farlo ha utilizzato due similitudini molto efficaci. Nella prima tecnica le molecole presenti nei composti da compatte si separano, esattamente come farebbe un gruppo di turiste a Parigi davanti a tanti negozi in una via dello shopping. Nella seconda tecnica le molecole vengono riassemblate per ricreare il composto iniziale esattamente come fanno le turiste quando si rincontrano alla fine della via. Queste due tecniche sono essenziali per studiare le diverse varietà di mele, coglierne le differenze e poterle classificare in base agli aromi e ai profumi che vengono scoperti. Fondamentale oltre alla caratterizzazione è anche il tentativo di capire se nelle diverse varietà esiste qualcosa di unico e di tipico. Quello che ha raccontato Giulia è un processo che rimanda soprattutto alla soggettività di ogni ricercatore che può però fare grande affidamento sui potenti mezzi che la chimica odierna gli mette a disposizione.

Il volto umano del viaggio

Nel secondo intervento, Anna Scuttari, ricercatrice per Eurac e grande appassionata di viaggi e moto, ha iniziato il proprio racconto partendo da una domanda: “ Cosa significa e cosa si prova ad andare in moto?”. Il quesito è direttamente collegato al chiedersi come mai la gran parte dei motociclisti non preferiscano utilizzare mezzi come l’automobile o il bus per spostarsi durante le loro vacanze. Per rispondere a questa domanda bisogna capire che percezioni sensoriali dona l’andare in moto e per farlo Anna ha deciso di studiare un campione formato da sette motociclisti e sette ciclisti. Ad ognuno di loro era stato chiesto di muoversi con il proprio mezzo durante la propria vacanza sul Passo Sella e sono stati monitorati grazie ad una GoPro e una cintura per misurare la frequenza cardiaca. Il risultato mostrava una netta differenza tra le emozioni che hanno vissuto gli uni e gli altri, soprattutto dal punta di vista visivo e acustico. Se è vero che sia ciclisti che motociclisti avevano percorso la stessa strada vedendo le stesse cose, è anche vero che i secondi andando ad una velocità più elevata hanno accentuato questa sensazione visiva. I motociclisti fremevano dalla voglia di poter superare i mezzi davanti a loro e si arrabbiavano addirittura se non ci riuscivano, dimostrando che desiderano essere più veloci degli altri. Come detto da Anna, si può dire che i motociclisti sono dei musicisti che vogliono far “suonare” il proprio motore, mentre i ciclisti sono egli ascoltatori della natura. Queste considerazioni portano inoltre al chiedersi come si faccia a migliorare il problema del traffico su quel Passo, e come poter migliorare la mobilità e l’interazione tra veicoli senza far perdere le emozioni che le persone alla guida cercano.

Si è chiusa cosi una rassegna di eventi al NOI che ha riscosso successo, sia per le varie tematiche affrontate, sia per la bravura dei ricercatori nel far capire i loro concetti al pubblico presente senza dover usare un linguaggio troppo tecnico. «Abbiamo in mente di presentare una ultime parte conclusiva di questo progetto alla quale stiamo lavorando, ma che momentaneamente teniamo segreta» ha inoltre dichiarato in apertura Daniel Benelli, coordinatore della Piattaforma delle Resistenze.

Il video completo dell’evento lo si può trovare sulla pagina Facebook del NOI Techpark: https://www.facebook.com/NOI.Techpark/

Foto: Riccardo Di Curti

Alexander Ginestous

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