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Alto Adige, 185 infarti nel 2017: ecco come (cercare) di prevenirlo

Pubblicato il 17 maggio 2018 in Territorio

La direttrice di Ufficio Veronika Rabensteiner, Walter Baumgartner, Martha Stocker, Loredana Latina e Ernst Fop  

I principali fattori di rischio infarto sono fumo, sovrappeso, scarsa attività fisica, ipertensione e diabete. Nel 2017 in Alto Adige sono stati 734 le altoatesine e gli altoatesini colti da infarto per un totale di 185 vittime, 80 donne e 105 uomini. «Infarto miocardico! Ogni minuto conta!» è la campagna informativa presentata, il 17 maggio, in occasione della Giornata mondiale dell’ipertensione arteriosa. Come nel resto d’Europa anche in Alto Adige l’infarto rappresenta una delle principali cause di morte. Dolori improvvisi al petto, la sensazione di soffocare, debolezza, pallore e sudore freddo: sono questi i tipici sintomi di un infarto miocardico acuto. Fra le donne non sono infrequenti neppure nausea, dolori addominali e vomito, mal di schiena, dolore alla mandibola inferiore e spossatezza. «Per tutti vale la regola che si tratta di sintomi di infarto quando la loro intensità supera quella provata fino a quel momento nella loro vita – ha spiegato la cardiologa Loredana Latina – Se riscontrate tali sintomi è necessario chiamare immediatamente il numero di emergenza 112». La raccomandazione è stata ribadita anche da Ernst Fop, primario della centrale provinciale di emergenza: «Come in ogni situazione di emergenza è necessario mettere il paziente in sicurezza e avvisare i soccorsi. Quando è possibile occorre attivare il vivavoce sul cellulare, in modo da poter parlare con i sanitari al telefono e contemporaneamente prendersi cura del paziente. Allentare i capi d’abbigliamento troppo stretti come le cravatte, che possono bloccare la parte superiore del corpo del paziente, è il passo immediatamente successivo da mettere in atto, insieme a un massaggio cardiaco in caso di blocco del battito cardiaco e, quando possibile, la respirazione artificiale». Ernst Fop lancia un altro messaggio importante esortando chi ha paura di commettere errori e rinuncia a intervenire: «Il più grosso errore che si può commettere è non fare nulla».

L’importanza della prevenzione

«Il trend è in diminuzione» rivela  l’assessora provinciale alla Sanità Martha Stocker. Nel 2014 erano state 807 le persone colpite da infarto, di cui 215 con esito letale. Anche il presidente della Fondazione Cuore Alto Adige, Walter Baumgartner, si è detto soddisfatto del miglioramento dei dati. «Questa tendenza è un segno dell’efficacia del nostro lavoro» ha chiarito. «Undici anni fa quando la Fondazione è nata l’infarto era un tema associato prevalentemente agli uomini» ha ricordato Baumgartner. «Le donne non sono meno colpite. Nel loro caso esso si verifica più avanti nella vita» ha rimarcato la cardiologa Latina. Nell’ultimo periodo è invece aumentato il numero delle giovani donne colpite, vale a dire quelle fra 40 e 55 anni. Ciò deriva da uno scarso ricorso alle visite preventive ma anche dalla diffusa abitudine al fumo. Ulteriori fattori di rischio sono l’ipertensione, il diabete, il sovrappeso e la scarsa attività fisica. «Dobbiamo essere consapevoli dell’importanza di agire contro queste malattie. Accanto alla creazione nell’Azienda Sanitaria di 30 punti di appoggio per la prevenzione, la nostra priorità è focalizzata sulla sensibilizzazione della popolazione rispetto all’attività fisica, dal momento che il 10% della popolazione fa poco o nulla in questo senso» ha ribadito Stocker. Sul tema dell’infarto e sulla campagna informativa attivata esistono non solo broschure, distribuite in tutti i distretti sanitari della provincia e nei Comuni, e video, proiettati anche al cinema e sui treni, ma anche un sito web con informazioni dettagliate. I video sono disponibili anche per il download. Materiale informativo si può richiedere anche all’Ufficio ordinamento sanitario (ordinamentosanitario@provincia.bz.it, 0471 418140).

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