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I ragazzi altoatesini? Sanno l’inglese meglio degli altri

Pubblicato il 5 luglio 2018 in Territorio

proveinvalsi  

Presentato a Roma il Rapporto sulle rilevazioni nazionali Invalsi 2018, che contiene gli esiti delle prove standardizzate somministrate in aprile e maggio e che hanno coinvolto oltre 2 milioni di studenti in tutta Italia. Come ormai consuetudine, anche le classi della scuola in lingua italiana della provincia di Bolzano hanno partecipato con estrema serietà a queste rilevazioni che si sono svolte nella II e V primaria, nella III secondaria di primo grado (media) e nella II di secondo grado (superiore) interessando più di 4.000 ragazzi. Molte le novità di quest’anno, come  l’introduzione del computer come strumento per svolgere la prova, in sostituzione della classica modalità cartacea, alla secondaria di primo e secondo grado (medie e superiori). Per quanto riguarda l’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione (terza media), da quest’anno la prova Invalsi non ne è più parte integrante, ma ha valore di requisito di ammissione all’esame e si svolge in anticipo, nel mese di aprile. Alla fine di questo percorso, Invalsi predispone una Certificazione delle competenze relativa alle prove, divisa in quattro parti (italiano, matematica, inglese ascolto, inglese lettura), che, unita alla scheda di valutazione, sarà il biglietto da visita per gli studenti altoatesini nel loro percorso alle scuole superiori.

Primi della classe in inglese

Ulteriore novità: l’inglese ha fatto il suo ingresso tra le prove standardizzate e per la prima volta, accanto all’italiano e alla matematica, i ragazzi nella V primaria e nella III secondaria di primo grado (media) hanno affrontato anche questo impegno. Particolarmente incoraggianti sono stati i risultati ottenuti, in quanto mettono in luce l’ottima performance (reading and listening). Bolzano, insieme a Trento, è l’unica area del Paese in cui oltre il 90% dei bambini della V primaria raggiunge il livello A1 nell’ascolto. Lo stesso livello è confermato nella lettura. Analogamente, al termine del primo ciclo d’istruzione (III media), gli studenti altoatesini ottengono ottimi risultati in entrambe le competenze, posizionandosi tra i migliori d’Italia. A Bolzano si riscontra la percentuale più alta nel livello A2 in ascolto, di oltre 20 punti percentuali superiore alla media nazionale, mentre nella lettura si supera di quasi 10 punti percentuali lo stesso valore. Pare del tutto evidente che l’approccio plurilinguistico all’insegnamento, già dalla scuola dell’Infanzia, consente di avere risultati più che buoni. Questo colloca il nostro sistema formativo, che considera l’inglese come terza lingua da studiare, tra le realtà più avanzate del Paese. In questa edizione si conferma in parte quanto riscontrato l’anno passato, ossia risultati via via migliori al crescere dei gradi scolari.

Tommasini: «Plurilinguismo, una risorsa»

La complessità della popolazione scolastica di Bolzano trova piena accoglienza nelle scuole di lingua italiana e al termine del primo ciclo d’istruzione i ragazzi si allineano nei risultati con la media nazionale e questa tendenza si rafforza al termine del secondo anno della scuola secondaria di secondo grado. Come già evidenziato in diverse sedi, gli esiti della scuola italiana altoatesina vanno esaminati in prospettiva e non su un orizzonte breve. «Penso che in questi anni le scuole abbiano lavorato seriamente e sono convinta che ci siano tutti gli elementi per migliorare ulteriormente la qualità del processo di insegnamento e di apprendimento» sottolinea la Sovrintendente scolastica Nicoletta Minnei. «Sono particolarmente soddisfatto dei risultati ottenuti in lingua inglese. Si conferma che la scelta del plurilinguismo ha ricadute positive anche sull’apprendimento della Lingua 3. Nel nostro contesto il tedesco costituisce certamente un’importante base per sviluppare le competenze di altre lingue e questo rappresenta un punto di forza per la promozione della cittadinanza attiva» commenta l’assessore provinciale alla Scuola italiana Christian Tommasini. Infine, ma non da ultimo, la scuola in lingua italiana si distingue in termini di efficacia ed equità, ossia in grado di garantire a tutti e a ciascuno uguali opportunità di apprendimento.

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