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Università e imprese, patto sulla green economy

Pubblicato il 16 maggio 2018 in Imprese

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Le piccole e medie imprese puntano sulla green economy e cercano personale qualificato. Sono sempre di più le aziende altoatesine green in cerca di tecnici e professionisti specializzati nel settore della sostenibilità e dell’economia verde. Claudio Corrarati, presidente di CNA-SHV – Unione Provinciale degli Artigiani e delle Piccole Imprese, parla della necessità di un accordo tra università, scuole superiori e piccole imprese. «Per sviluppare la green economy in Alto Adige, dove ci sono grandi potenziali di crescita, è necessaria la formazione di giovani idonei a lavorare nelle micro e piccole imprese. Si rende necessario un patto tra la Libera università di Bolzano, le scuole superiori ad indirizzo tecnico e professionale e la rappresentanza delle micro e piccole imprese». Lo afferma Claudio Corrarati, accogliendo con favore l’apertura del rettore di Unibz, Paolo Lugli, verso tutto il territorio altoatesino, nel corso dell’evento «Fattore Green».

«L’Università – prosegue Corrarati – non può fermarsi all’accordo con gli industriali per lo sviluppo di percorsi formativi idonei alle grandi aziende. I margini di crescita della Green Economy sono molto ampi tra micro e piccole imprese che, però, hanno necessità di inserire in organico giovani tecnici preparati con conoscenze e capacità tali da essere assunti dalle piccole aziende, portando un valore aggiunto notevole».

Le strutture ci sono ma hanno bisogno di personale

I rilievi dell’Ire della Camera di Commercio dicono che oltre il 30% di aziende locali intende assumere nuovo personale, ma lamentano difficoltà nel reperimento di ingegneri (il 53,4 % dei posti è difficilmente ricopribile), esperti di finanza e management (40,9 %), diplomati in matematica e scienze naturali (40,3 %). Parallelamente Unioncamere rileva che in tutta Italia serviranno 300.000 persone in 5 anni, ma periti e laureati in materie tecniche scarseggiano e quasi il 60% delle imprese fa fatica a rintracciare risorse specializzate sul mercato. «La Green Economy – osserva il presidente Corrarati – sta diventando una presa di coscienza da parte dei cittadini, però spesso viene estrinsecata sotto forma di consulenza alle imprese per adottare comportamenti e installare sistemi green. Dobbiamo invece formare i giovani affinché trovino posto nella manifattura green anche delle PMI, che può garantire occupazione di qualità a tempo indeterminato».

Attualmente, secondo l’analisi della Camera di Commercio, su 8.501 aziende altoatesine che possono essere classificate come «green», sono 424 quelle che producono o commercializzano tecniche o prodotti finalizzati alla riduzione dell’inquinamento aziendale. «Ed è in questo campo che occorre insistere per sviluppare la green economy in Alto Adige», conclude Corrarati.

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