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Anche Google alla conferenza sul free software. Premiato Paolo Dongilli

Pubblicato il 16 novembre 2018 in Innovazione

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Un’edizione all’insegna dell’internazionalità, la diciottesima per la più «anziana» reunion di esperti di open software, italiani e non. Stiamo parlando della  South Tyrol Free Software Conference, che si è tenuta venerdì 16 novembre a NOI Techpark. Ospite di punta dell’evento è stato lo statunitense Josh Simmons di Google. Il Free Software Award è stato assegnato a Paolo Dongilli per i suoi meriti nell’ambito dell’impiego e della diffusione del free software. Momento clou della conferenza è stato, e lo è ancora, l’hackathon, che fino a sabato pomeriggio impegnerà quasi cento programmatori nello sviluppo di soluzioni digitali per la SMART Green Region South Tyrol. La Free Software Conference è stata organizzata dall’Ecosystem ICT & Automation di IDM Alto Adige.

Il vincitore del Free Software Award di quest’anno è Paolo Dongilli. Come si legge nella motivazione del riconoscimento: «Paolo Dongilli è da quasi due anni coordinatore del progetto FUSS, sviluppato dalla Direzione Istruzione e Formazione italiana della Provincia di Bolzano. Grazie al progetto FUSS, studenti e insegnanti possono usare a casa gli stessi “strumenti informatici” che utilizzano a scuola, del tutto gratuitamente». Con il suo impegno personale, prosegue la motivazione, Dongilli ha dato nuova linfa al progetto avviato nel 2005. Il premio è stato consegnato dal Linux User Group di Bolzano.

Sul tema del community building si è concentrato l’intervento di Josh Simmons, collaboratore di Google. Simmons ha illustrato come le community possono essere organizzate in maniera professionale: «I membri di una community devono conoscersi a vicenda, anche per quanto riguarda le competenze di ciascuno. Questo significa che è necessario organizzare periodicamente delle occasioni di incontro: le relazioni tra i componenti non possono essere curate solo online. Questo aspetto diventa fondamentale soprattutto nelle community che crescono velocemente». Inoltre, sostiene il collaboratore di Google, è indispensabile che gli organizzatori di una community sappiano che queste sono sempre realtà multidisciplinari e che devono essere create delle opportunità che permettano ai membri di diverse community di inserirsi nel lavoro di imprese locali. «Se creerete queste opportunità per la vostra free software community, riuscirete a garantirle un’esistenza duratura», afferma Simmons.

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(Paolo Dongilli)

La Free Software Conference ha ospitato anche i rappresentanti di tre organizzazioni internazionali di free software, che hanno illustrato i positivi effetti economici dell’uso di software liberi. Molly de Blanc e Patrick Masson hanno esposto il punto di vista statunitense sul tema, mentre Matthias Kirschner ha parlato dell’impatto economico dei free software sul mercato europeo. Inoltre, nel corso degli interventi sono stati descritti i vantaggi della digitalizzazione sulla società e si è riflettuto sull’importanza che le piattaforme aperte hanno nel dialogo tra economia e ricerca. Nel pomeriggio ha preso il via l’hackathon, una maratona di programmazione che per 24 ore impegna circa cento programmatori da tutto il mondo con l’obiettivo di sviluppare soluzioni sostenibili per la SMART Green Region South Tyrol. L’hackathon è tuttora in corso e si concluderà sabato 17 novembre alle 14.

«Dopo diciotto anni posso affermare che la Free Software Conference è oggi un appuntamento internazionale per programmatori, designer, ricercatori e imprenditori», spiega Patrick Ohnewein, coordinatore dell’Ecosystems ICT & Automation di IDM, al termine della conferenza. «I feedback positivi dei partecipanti testimoniano che ci occupiamo di temi che stanno loro a cuore». La Free Software Conference e l’hackathon sono state realizzate con il sostegno del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) a cui si aggiunge il contributo di Made in Cima, R3 GIS, Würth Phoenix, della Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano e di altre imprese.

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