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Fatturazione elettronica, ecco gli esenti. Portale ad hoc dei commercialisti

Pubblicato il 8 dicembre 2018 in Imprese

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Il portale dedicato «Hub B2B» è pronto, così come i commercialisti, in costante formazione sul tema. Ma sulla fatturazione elettronica rimangono grandi perplessità, anche a meno di un mese della data prevista di entrata in vigore, il primo gennaio 2019. Un punto fermo c’è: l’11 dicembre il Consiglio Nazionale dei Commercialisti presenterà a Roma il portale di categoria per la gestione della fatturazione elettronica. Un appuntamento che si potrà seguire in diretta streaming (oltre che sul sito del Consiglio Nazionale) anche a Bolzano: l’ODCEC altoatesino, infatti, mette a disposizione la Sala Raiffeisen Pavillon per tutti gli iscritti che vorranno seguire insieme l’evento. L’appuntamento, al quale prenderà parte anche Unimatica, la società che gestirà il portale, servirà a illustrare tutte le funzionalità della piattaforma e sarà valido ai fini della formazione continua obbligatoria dei commercialisti.

«L’entrata in vigore si avvicina ma rimane ancora confusione. Una situazione che temiamo possa peggiorare, generando il caos – spiega il presidente dell’Ordine dei Commercialisti di Bolzano Claudio Zago –. Non c’è solo la questione sollevata all’Agenzia delle Entrate dal Garante della Privacy, di risoluzione complessa, ma anche il timore che in termini di gettito i risultati non si discosteranno molto da quelli ottenuti con lo spesometro, continuando fra l’altro a far convivere carta e digitale. Ribadisco quanto chiediamo da mesi: serve un’introduzione graduale o quanto meno una moratoria sulle sanzioni».

Intanto arrivano le prime novità sulle categorie esentate. Le partite Iva che rientrano nel regime dei minimi, forfettario o speciale degli agricoltori, così come i contribuenti che fanno solo scontrini e fatture fiscali, vedranno partire l’obbligo dal primo luglio 2019 (se grandi operatori) o dal primo gennaio 2020 (tutti gli altri). Altre esclusioni discusse in Parlamento: medici e farmacisti, per motivi fiscali, e associazioni sportive dilettantistiche con soglia reddituale fissata a meno di 65 mila euro. Secondo alcune stime dal primo gennaio saranno coinvolte solo la metà delle Partite Iva attualmente operanti, poco meno quindi di tre milioni.

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