Da disoccupate a imprenditrici, 8 donne migranti fondano una cooperativa

Vogliono dare vita a una cooperativa per produrre e vendere a Bolzano i prodotti artigianali dei propri Paesi d’origine, trasformandosi da disoccupate a imprenditrici. E’ l’obiettivo di 8 donne migranti originarie di Colombia, Ucraina, Iran, Brasile, Marocco e Nigeria, tutte da tempo residenti a Bolzano. Il punto di connessione fra loro è stato il corso finanziato con risorse del Fondo sociale europeo attraverso l’Ufficio FSE della Provincia di Bolzano dedicato a “Donne straniere e creazioni artigianali” realizzato da Irecoop Alto Adige Südtirol.

La formazione a Casa Kolping

L’evento finale si è svolto il 16 aprile alla Casa Kolping, dove è stata allestita la mostra dei prodotti artigianali realizzati durante il corso. «La formazione ha portato le frequentanti a produrre oggetti di sartoria, bigiotteria e porcellana, fornendo loro le competenze per diventare in futuro imprenditrici di se stesse» spiega Luca Storti, vice direttore dell’Ufficio Fse della Provincia di Bolzano. Al termine di 326 ore di formazione tra laboratori e lezioni frontali, lezioni di lingua, orientamento e una visita in un’impresa locale, le otto donne sono ora determinate a mettere a frutto la propria esperienza.

migranti

Il futuro delle donne migranti

«Vogliamo dare vita a una cooperativa, utilizzando i nostri prodotti etnici per guadagnarci da vivere trasmettendo contemporaneamente i valori delle nostre rispettive culture. La contaminazione reciproca che è avvenuta fra noi partecipanti durante il corso ha arricchito ciascuna, insegnandoci molto delle culture delle altre frequentanti e facendoci scoprire abilità inaspettate» spiega Hayat Ghazi, 36 anni, originaria del Marocco, in Italia dal 2001 dove sono nate le sue 3 figlie di 11, 10 e 5 anni. Le risorse Fse destinate in provincia di Bolzano a progetti di inclusione sociale per il periodo di programmazione 2014-20 ammontano complessivamente a 27,3 milioni di euro (20% delle risorse Fse disponibili). Tra il 2017 e il 2019 sono stati 61 i progetti finanziati, destinati all’inserimento lavorativo persone appartenenti a fasce svantaggiate, con 450 persone coinvolte. Sono attualmente in fase di valutazione da parte dell’Ufficio Fse della Provincia ulteriori 73 domande di contributo da parte di imprese per l’assunzione di soggetti vulnerabili. Se approvati i finanziamenti verranno approvati nei prossimi mesi.

Soddisfatto il presidente di Irecoop Alto Adige Südtirol Andrea Grata: «Un’impresa deve essere innanzitutto il frutto di un’intensa attività di collaborazione e cooperazione tra persone con competenze e sensibilità diverse e mi auguro che questo progetto sia stato il fondamento di un percorso che nel futuro sappia unire donne provenienti da contesti anche molto differenti nello spirito del gruppo e dello sviluppo di un ambiente connotato dalla capacità di valorizzare esperienze multiple».

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