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Più contributi per i convitti degli studenti. «Così servizi migliori»

Pubblicato il 9 agosto 2018 in Infrastrutture

convitto  

Più contributi per i 30 convitti provinciali a gestione privata, che ospitano complessivamente 2.509 dei 3.512 studenti alloggiati in strutture di accoglienza per chi frequenta una scuola media, superiore o professionale lontano da casa. Sono quelli contenuti nella delibera approvata martedì scorso (7 agosto) dalla Giunta con cui la Provincia ha destinato al finanziamento di questa voce 4,8 milioni di euro. Burocraziasemplificata – chi gestisce più di un convitto potrà gestire la contabilità in modo unitario – e criterio meritocratico nell’erogazione dei finanziamenti – solo chi rispetta determinati criteri di qualità e offre servizi anche in termini di assistenza pedagogica e formazione ai propri ospiti riceverà i contributi – sono le altre due caratteristiche del provvedimento, siglato a seguito di trattative con gli stakeholder del settore fra cui l’associazione A*sh – Arbeitsgemeinschaft Südtiroler Heime – presieduta da Markus Mattivi, che oggi (9 agosto) ha illustrato i contenuti dei nuovi criteri insieme all’assessore all’istruzione e  formazione in lingua tedesca Philipp Achammer. “I criteri precedentemente in vigore ci consentivano di finanziare circa 332 euro per la retta di ciascuno studente ospite a tempo pieno delle strutture paritarie. Con i nuovi criteri, che fanno arrivare il contributo a una media di 440 euro a studente, abbiamo innalzato di 108 euro il contributo erogato” ha sottolineato Achammer. La retta mensile si attesta su una somma compresa fra i 360 e i 420 euro.

«Convitti, aumenterà il loro sviluppo»

Alle 30 strutture fra quelle di proprietà provinciale a gestione privata (7 convitti per 580 alunni) e quelle di proprietà e gestione privata (23 convitti per 1.929 alunni) si sommano – non interessate però dai nuovi criteri – quelli provinciali a gestione provinciale (14 convitti per 1.003 alunni). Le strutture private sono gestite da associazioni, organizzazioni clericali, cooperative e fondazioni senza scopo di lucro. “L’approvazione di questi nuovi criteri dopo 16 anni – quelli sinora in vigore risalivano al 2002 – rappresenta un’importante pietra miliare per assicurare a tutti pari opportunità e aumentare lo sviluppo delle strutture e il controllo della qualità del servizio offerto” ha chiarito Achammer. Grazie ai convitti distribuiti capillarmente su tutto il territorio, sono garantiti 701 posti nella zona di Bolzano, 882 in quella di Merano, 484 in Val Venosta, 818 in Val d’Isarco, 413 in Bassa Atesina e Oltradige, 313 nella zona di Brunico e 54 in Val Gardena.

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