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Contratto di filiera e sindacati aggiornati: verso le relazioni industriali 4.0

Pubblicato il 16 novembre 2018 in Imprese

Industria 4.0  

La trasformazione digitale del mondo del lavoro richiede anche una riformulazione dei rapporti tra le parti sociali, ovvero la costituzione di relazioni industriali 4.0. A questa conclusione sono giunte le organizzazioni sindacali altoatesine in occasione del convegno dell’IPL | Istituto Promozione Lavoratori dedicato a questo tema. In futuro i contratti collettivi dovranno essere in linea con le catene del valore aggiunto e i lavoratori dovranno essere maggiormente coinvolti nei processi decisionali delle aziende. Solo così si potrà evitare che qualcuno resti escluso dai benefici della digitalizzazione. «Sono fiduciosa: credo che le parti sociali altoatesine riusciranno nei prossimi anni a intensificare e modernizzare le relazioni industriali in ottica 4.0», dichiara la Presidente dell’IPL, Christine Pichler.

Di un nuovo patto sociale parla Marco Bentivogli, il primo relatore al convegno dell’IPL. Il responsabile dei metalmeccanici all’interno del sindacato della CISL sottolinea le opportunità offerte dalla digitalizzazione ai lavoratori. Secondo Bentivogli non avrebbe senso demonizzare la trasformazione digitale: si tratta invece di cogliere l’occasione per un’ulteriore umanizzazione del mondo del lavoro, puntando all’ampliamento delle competenze dei lavoratori all’interno di una nuova organizzazione del lavoro. Attraverso la collaborazione altamente professionale a livello aziendale, i sindacati devono contribuire nell’interesse dei lavoratori all’evoluzione digitale e prepararsi di conseguenza. Il risultato dovrà essere un nuovo patto tra le rappresentanze dei lavoratori e dei datori di lavoro che funga da base per la sicurezza sociale e lo sviluppo personale degli occupati nel mondo del lavoro 4.0.

Il secondo relatore del convegno IPL, Mimmo Carrieri, uno dei più rinomati ricercatori italiani nel campo delle relazioni industriali, punta invece l’attenzione verso un nuovo compromesso sociale. La strutturazione dei contratti collettivi dovrà essere rivista in tale ottica, altrimenti molti verranno sopraffatti dalla trasformazione digitale, e questo porterà con sé rilevanti conseguenze in termini sociali e politici.

Contratto collettivo di filiera invece che per settore

Nel seminario dell’IPL Carrieri propende per nuovi contratti collettivi basati sulle filiere e non più su comparti e settori. Secondo Carrieri è indispensabile coinvolgere maggiormente i lavoratori nei processi aziendali e nelle strategie decisionali. Si dovranno ricontrattare i diritti sindacali, per renderli idonei a un rinnovo dell’organizzazione del lavoro per produzioni e servizi digitalizzati e automatizzati. Da riprogettare anche il sistema di sicurezza sociale.

Occorre competenza digitale da parte dei sindacati

Per quanto riguarda i compiti e il ruolo dei rappresentanti dei lavoratori i due relatori sono concordi: «I sindacati acquisteranno peso se sapranno affrontare con competenza le nuove condizioni di lavoro degli operai e degli impiegati e allo stesso tempo puntare a un buon compromesso sociale con le organizzazioni dei datori di lavoro».

Le parti sociali altoatesine sono pronte al dialogo

Al convegno dell’IPL le parti sociali altoatesine sono concordi. Claudio Corrarati (“Rete economica”) e Albrecht Matzneller (Direttore della Ripartizione Personale della Provincia Autonoma di Bolzano), e i sindacalisti Tony Tschenett (Segretario dell’ASGB), Alfred Ebner (CGIL-AGB), Dieter Mayr (SGB-CISL) e Christian Troger (UIL-SGK) hanno sottolineato in occasione della tavola rotonda che il tema centrale dei prossimi anni sarà la modernizzazione delle relazioni industriali in Alto Adige, soprattutto a livello aziendale. Il dialogo sarà impegnativo, ma sicuramente possibile.

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