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Christian Fuchsberger dell’Eurac vince il Premio ricerca (e 40mila euro)

Pubblicato il 19 dicembre 2017 in Innovazione

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Assegnato oggi – 19 dicembre –  dalla Giunta provinciale all’ingegnere informatico e ricercatore dell’Eurac Christian Fuchsberger il Premio di ricerca dell’Alto Adige. Il premio, del valore di 40mila euro, viene conferito ogni due anni a un ricercatore under 40 che ha già svolto eccellenti attività di ricerca e dal quale si attendono ulteriori importanti risultati nel corso della carriera scientifica. Per il Premio 2017 sono pervenute 31 domande e la decisione della Giunta di conferire il premio a Fuchsberger poggia sulla valutazione di una giuria specialistica.

Christian Fuchsberger, nato a Bolzano nel 1978, lavora all’Eurac dal 2005: prima all’Istituto di medicina genetica, poi all’Istituto di biomedicina come ricercatore senior. La sua attività si concentra sullinformatica applicata alle scienze mediche e biologiche ed è riconosciuta a livello internazionalecome dimostrano la sua collaborazione pluriennale con l´Università del Michigan e le 72 pubblicazioni scientifiche. In particolare ha svolto ricerche sulla produzione di metodi statistici e software ora ampiamente utilizzati dalla comunità scientifica della genetica per scoprire geni e varianti che determinano le malattie.

I premi per promuovere la ricerca scientifica sono previsti dalla legge provinciale sulla ricerca e l’innovazione, «con l’obiettivo di finanziare e valorizzare le attività di ricerca portate avanti sul territorio altoatesino», ha ricordato il presidente Arno Kompatscher. Il premio di ricerca dell’Alto Adige, nato nel 2013 e giunto alla sua terza edizione, viene assegnato a cadenza biennale dalla Giunta e si alterna con il premio scientifico per l’Alto Adige. Promotrice e responsabile dell’iniziativa è la Ripartizione innovazione, ricerca e università. La giuria era composta da Günther Bonn (direttore dell´istituto di analisi chimica, Università di Innsbruck), Andrea Abel (direttrice dell’istituto di multilinguismo Eurac), Jennifer Berger (direttrice della ricerca Laimburg), Nicola Pugno (professore di nanotecnologie, Università di Trento), Massimiano Bucchi (professore di sociologia dell’innovazione, Università di Trento) e presieduta da Evelyn Kustatscher (paleontologa del Museo di scienze naturali).

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