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Cavolfiore, inizia la raccolta: prevista una stagione da 3mila tonnellate

Pubblicato il 14 luglio 2017 in Territorio

Südtiroler Produkte  

La raccolta del cavolfiore con il Marchio di Qualità Alto Adige è in corso e le previsioni sono promettenti: quest’anno il risultato dovrebbe aggirarsi intorno alle 3.000 tonnellate. Solo il gran caldo di giugno ha leggermente frenato la crescita.

Il raccolto continuerà fino alla fine di settembre e si svolgerà prevalentemente in Val Venosta e in Val Passiria. Il cavolfiore, tuttavia, viene coltivato anche in Valle Isarco, Val Pusteria, Val d’Adige, sul Renon e in Alta Val di Non. Circa 400 aziende familiari dell’Alto Adige raccoglieranno complessivamente 3.000 tonnellate di cavolfiori. Quest’anno le elevate temperature di giugno hanno leggermente limitato la crescita degli ortaggi. Ciononostante, dopo quella di patate, la quantità di cavolfiore prodotta è e rimane la più considerevole tra le verdure con il Marchio di Qualità Alto Adige. Il marchio di qualità, creato dalla Provincia Autonoma di Bolzano e promosso da IDM Alto Adige, garantisce l’osservanza di rigorosi standard produttivi.

Così, per esempio, il cavolfiore dell’Alto Adige viene coltivato esclusivamente in pieno campo, cosa che lo rende più esposto agli effetti del clima. Reinhard Ladurner, responsabile vendite della VI.P per la verdura e le ciliegie, spiega: «Le condizioni climatiche non sono state cattive. Il calore di giugno, però, non ha certo fatto bene al cavolfiore tanto che attualmente in tutta Europa la quantità di cavolfiore disponibile è scarsa».

Il cavolfiore dell’Alto Adige deve il suo gusto particolarmente intenso, apprezzato in tutta Italia, proprio alle oscillazioni della temperatura e al lungo periodo di maturazione. Dall’Alto Adige alla Sicilia i consumatori hanno mostrato di gradire il gustoso ortaggio di campo. La coltivazione in pieno campo rafforza anche la sua resistenza tanto che, dopo il raccolto, il cavolfiore può essere conservato a lungo. Il cavolfiore viene coltivato tra i 600 e i 1.700 metri di altitudine, altezze alle quali anche la ventilazione contribuisce a una buona maturazione.

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