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Nuovi divieti al Brennero, imprenditori contro il Tirolo: «È protezionismo»

Pubblicato il 4 ottobre 2018 in Agenda

AUTOSTRADA DEL BRENNERO
CASELLO CASELLI
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In Tirolo ieri (3 ottobre 2018) è stato dato il via libera ad un pacchetto di misure che punta a inasprire ulteriormente le limitazioni ai mezzi pesanti in transito lungo l’asse del Brennero. A essere interessati dai divieti sarebbero anche i veicoli Euro VI, quelli di nuova generazione con minimo impatto ambientale. Fatto, questo, che ha scatenato un dura reazione da parte degli imprenditori altoatesini.

«Brennero, soluzione economica non ambientale»

«Le limitazioni imposte dal Tirolo sembrano essere rivolte più a proteggere la propria economia che l’ambiente. Sono misure che non mirano a ridurre le emissioni, bensì la competitività delle imprese esportatrici degli altri Paesi, a partire dall’Alto Adige», commenta il Presidente di Assoimprenditori Alto Adige, Federico Giudiceandrea. Per promuovere davvero una mobilità sostenibile  – prosegue l’associazione in una nota – vanno garantite alternative realmente concorrenziali. Spostare il trasporto dalla strada alla rotaia rappresenta sicuramente una delle possibili soluzioni.

«Investimenti sulla modernità»

«Per fare questo bisogna potenziare le reti di collegamento ferroviarie e i terminal logistici a nord e sud delle Alpi», afferma Giudiceandrea. Vanno inoltre sostenuti gli investimenti nei mezzi e nelle soluzioni logistiche più moderne: «Se l’obiettivo è quello di minimizzare l’impatto ambientale, le misure devono tenere conto delle emissioni dei mezzi. L’amministrazione tirolese invece arriva al paradosso di bloccare un moderno veicolo Euro VI in transito, ad esempio, dall’Alto Adige alla Baviera mentre consente di viaggiare a camion più vecchi e inquinanti solo perché trasportano merci dirette o provenienti dal Tirolo».

Soluzione europea

Assoimprenditori Alto Adige torna a chiedere una soluzione europea che superi definitivamente la logica delle azioni unilaterali perseguita dal Tirolo: «Queste misure sono solo controproducenti. Pensiamo all’esempio del divieto di transito notturno, che invece di ridurre il traffico, lo concentra su poche ore della giornata non consentendo ai mezzi pesanti di nuova generazione di viaggiare proprio quando le autostrade sono generalmente meno trafficate. Se tutte le regioni europee seguissero l’esempio del Tirolo arriveremmo a una paralisi completa, mettendo così a rischio il mercato unico, ma soprattutto le tante imprese e i relativi posti di lavoro che dipendono da una logistica efficiente».

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