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Assoimprenditori contro il Tirolo, «no alle chiusure sul Brennero»

Pubblicato il 13 giugno 2018 in Imprese

Microtec Ligna_Giudiceandrea  

Continua a crescere l’export altoatesino e con esso anche l’occupazione: «Maggiore è la capacità di conquistare nuovi mercati da parte delle nostre imprese, maggiore è il numero di posti di lavoro altamente qualitativi e ben retribuiti che riescono a creare. Per continuare a garantire questo sviluppo anche in futuro è però indispensabile assicurare la raggiungibilità», sottolinea il Presidente di Assoimprenditori, Federico Giudiceandrea. Nel primo trimestre del 2018 le esportazioni altoatesine sono cresciute del 5,7 per cento superando i 1.200 milioni di euro. Nello stesso periodo il tasso di disoccupazione in provincia di Bolzano è ulteriormente calato, tornando sotto il livello del 3 per cento.

«La relazione tra competitività internazionale e occupazione è evidente: come confermato anche dal rapporto della Banca d’Italia, l’economia della nostra Provincia si è sviluppata meglio rispetto al resto del Paese grazie alla sua maggiore propensione all’export e all’accresciuta produttività dell’industria», afferma il Presidente di Assoimprenditori. La mobilità lungo l’asse del Brennero è un aspetto centrale: oltre tre quarti dell’export altoatesino è destinato a Paesi europei. «Germania e Austria sono i nostri primi partner commerciali. Nei primi tre mesi del 2018 verso questi due Paesi sono andate il 46 per cento delle esportazioni. Le importazioni da Germania e Austria ammontano addirittura al 65 per cento del totale. Chiudere l’asse del Brennero o anche solo limitarne la capacità di trasporto attraverso divieti o contingentamenti significherebbe mettere a rischio oltre la metà di tutti i nostri scambi commerciali con l’estero. Le ricadute sulla competitività delle nostre imprese e sui posti di lavoro che garantiscono sarebbe grave», avverte Giudiceandrea.

Assoimprenditori condivide e appoggia la posizione del ministero dei Trasporti italiano che ha bocciato blocchi e divieti unilaterali, come quelli decisi dal Tirolo, sostenendo invece investimenti per migliorare l’efficienza del trasporto ferroviario e ipotizzando una modulazione del pedaggio che premi i mezzi più ecologici facendo pagare di più i mezzi che inquinano maggiormente

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