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Alpi, si punta a reintrodurre coltivazione di cereali senza glutine

Pubblicato il 11 luglio 2018 in Territorio

interreg  

Reintrodurre sull’arco alpino la coltivazione di cereali senza glutine come grano saracenomiglio e avena, per favorire la biodiversità colturale insieme a un’alimentazione più sana ed equilibrata. E’ questo l’obiettivo del progetto Re-Cereal, finalista nell’ambito del RegioStars Award 2018, il premio europeo alle migliori iniziative di coesione a livello territoriale finanziate con fondi FESR e FSE. Il vincitore verrà decretato proprio dai cittadini dell’Unione Europea, che hanno tempo fino al prossimo 7 ottobre per votare online uno dei 21 progetti finalisti. La premiazione si terrà il 9 ottobre a Bruxelles. «La vittoria di questo progetto rappresenterebbe una significativa affermazione del polo della ricerca Alto Adige in tema di food-technologies, uno degli ambiti di eccellenza della nostra provincia», sottolinea Peter Paul Gamper, direttore dell’Ufficio per l’integrazione europea della Provincia di Bolzano. Anche il sostegno a  colture regionali e alimenti ad elevato valore nutrizionale rappresenta un valore aggiunto per l’Alto Adige e per lo sviluppo futuro della sua naturale vocazione agricola. Al progetto prendono parte realtà di Italia e Austria, con il Centro di sperimentazione agraria e forestale Laimburgper l’Alto Adige, insieme all’Università degli Studi di Udine, l’Università di Innsbruck, Dr. Schär Austria GmbH – controllata dell’altoatesina Dr. Schär – e Kärntner Saatbau. Il progetto si inserisce nel programma Interreg V-A Italia-Austria 2014-2020 che punta allo sviluppo equilibrato e sostenibile e all’integrazione armoniosa nell’area di confine tra Italia e Austria. Il progetto è finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e da contributi pubblici nazionali nell’ambito del bando per l’asse 1 “Ricerca e innovazione”.

Il progetto nel dettaglio

Negli ultimi decenni la varietà colturale nella regione alpina si è ridotta notevolmente. Gran parte delle superfici sono caratterizzate da monocolture. Il nome del progetto Re-Cereal, che sta per “Re-Vitalizing Minor and Pseudo-Cereals” (rivitalizzazione di cereali minori e pseudo-cereali), ricorda invece il valore della biodiversità anche fra le specie coltivate e per questo promuove la coltivazione di cereali privi di glutine quali il grano saraceno, il miglio e l’avena. Si tratta di cereali ad alto potere nutritivo, resilienti, ottimizzando i metodi di coltivazione. L’obiettivo del progetto è quello di renderle nuovamente caratteristiche del panorama colturale dell’arco alpino. Il progetto è economicamente interessante soprattutto per l’azienda altoatesina Dr. Schär di Postal, che produce e commercializza alimenti privi di glutine. Oltre che nel rendere nuovamente disponibili regionalmente materie prime di alta qualità per la lavorazione di prodotti per celiaci e per il mangime degli animali, l’interesse del progetto risiede nella produzione locale di materie prime per lavorazioni che altrimenti richiederebbero un continuo viavai di mezzi pesanti con le relative conseguenze per l’ambiente e l’inquinamento atmosferico. Concretamente il progetto prevede il miglioramento della selezione genetica delle specie coltivate, per innalzare la possibilità di utilizzare questi cereali anche per la preparazione di pane, pasta e panificati. In parallelo l’iniziativa prevede la realizzazione di un network che faccia da centro di competenza per la promozione e la diffusione di queste specie di cereali.

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